Fiat City Taxi Manzù: Il Prototipo Rivoluzionario del 1968 e i suoi 15 Brevetti
Scopri la storia del prototipo ideato da Pio Manzù su meccanica Fiat 850: una concept car avveniristica della collezione Stellantis Heritage che ha anticipato l'auto moderna introducendo 15 brevetti fondamentali.
Il prototipo Fiat City Taxi ideato dal celebre designer Pio Manzù nel 1968 rappresenta una pietra miliare insostituibile nella storia dell'automobilismo e dell'architettura d'interni per la mobilità urbana. Sviluppata sulla meccanica della Fiat 850, questa straordinaria vettura non fu un semplice esercizio di stile, bensì un vero e proprio laboratorio d'innovazione tecnologica che portò alla registrazione di ben 15 nuovi brevetti depositati da Fiat, in seguito trasferiti su diversi modelli della produzione di serie. Oggi, questa spettacolare concept car appartiene e risplende all'interno della preziosa collezione storica di Stellantis Heritage.
Tutti i segreti del prototipo Fiat City Taxi su meccanica 850
Si tratta di un originale ed eccezionale progetto per il trasporto pubblico cittadino non di linea che vanta innumerevoli innovazioni tecnologiche orientate alla sicurezza, alla funzionalità e all'ergonomia, tanto da poter essere definita a pieno titolo una vera e propria “concept car”. Basti pensare che sono ben 15 i nuovi brevetti registrati da Fiat per allestire la 850 City Taxi.
Certo, il prototipo presentato al Salone di Torino rimane allo stadio sperimentale, ma molte delle sue innovative soluzioni, sviluppate a lungo dal Centro Stile Fiat, vengono in seguito utilizzate sulle vetture di serie. Anche le linee, in particolare quelle del cofano motore posteriore, vengono riprese nell’utilitaria Fiat 126 del 1972, che prima affianca e poi sostituisce la gloriosa Fiat 500.
Il contesto storico e la collaborazione con Pio Manzù, uno dei designer più creativi dell’epoca
Il suo esordio avviene il 30 ottobre 1968, in occasione della 50ª edizione del Salone dell’Automobile di Torino. Sono gli anni della contestazione studentesca e sociale ma, al tempo stesso, le città vivono un nuovo momento di euforia e nelle strade circolano molti taxi realizzati sulla base della geniale Fiat 600 Multipla, creata da Dante Giacosa nel 1956 ed evoluta insieme alla popolarissima Fiat 600 da cui deriva. Dal 1964 la Casa torinese affianca alla 600, in produzione ancora fino al 1969, la sua naturale evoluzione: la Fiat 850.
Negli stessi anni, i progettisti Fiat si interrogano sulla possibilità di realizzare una versione della 850 esplicitamente dedicata al trasporto pubblico, per sostituire l’ormai datata 600 Multipla. Non il semplice allestimento di una vettura già esistente, quindi, ma un’auto concepita sin dall’inizio per essere utilizzata come taxi. All’epoca i progetti per vetture particolari erano il terreno in cui si esprimeva l’estro dei grandi carrozzieri italiani ma, in questo caso, il compito è affidato direttamente al Centro Stile Fiat che si avvale per la prima volta della collaborazione esterna di uno dei designer più creativi dell’epoca: Pio Manzù.
Trasmissione servoassistita “Idroconvert”
Il progetto parte dall’utilizzo della meccanica della Fiat 850: per agevolare l’intensivo impiego cittadino viene scelta la versione “Idromatic”, presentata al Salone di Ginevra nel 1966 e caratterizzata dalla presenza di un convertitore di coppia intorno alla frizione idraulica per rendere più semplice la guida in città.
Non si tratta di un cambio automatico ma di un sistema che elimina il pedale della frizione e che lascia invariate le quattro marce della 850 Super. La descrizione utilizzata è “trasmissione servoassistita” e la targhetta sul cofano riporta la dicitura “Idroconvert” che nel frattempo ha sostituito la precedente denominazione del lancio.
Dimensioni compatte e design votato al comfort
Le dimensioni sono compatte ma gli spazi sono sfruttati al massimo, tanto per favorire l’agilità nell’impiego cittadino quanto per facilitare la salita e la discesa dei passeggeri. La forma a due volumi, con sbalzi ridotti, presenta linee piuttosto tese con cofano anteriore corto e spiovente, ampie superfici vetrate che permettono ai passeggeri di godere al meglio del panorama cittadino e l’abitacolo più alto del normale per migliorare il comfort durante la permanenza a bordo. La colorazione arancione vuole rendere più facilmente riconoscibili i mezzi di trasporto pubblico rispetto agli altri, quando i taxi sfoggiano ancora la livrea verde e nera.
Più che per lo sviluppo in altezza, l’850 City Taxi stupisce per le asimmetrie:
- Lato sinistro: presenta una porta convenzionale utilizzata soltanto dall’autista.
- Lato destro: i passeggeri entrano in vettura attraverso un’inusuale e innovativa lunga porta scorrevole a comando elettrico.
Le differenti dimensioni delle porte si ripercuotono anche sulle diverse misure dei primi due vetri laterali. Inoltre, i due tergicristalli sono particolarmente lunghi perché devono pulire un parabrezza molto più alto del normale: quello dal lato del conducente – realizzato nella configurazione “a pantografo” – si articola con due bracci e, come su alcuni pullman dell’epoca, nella posizione di riposo resta verticale; anche l’altro tergicristalli non è del tutto convenzionale, perché descrive un arco dall’interno verso l’esterno del vetro, al contrario rispetto alle altre Fiat contemporanee.
Interni rivoluzionari e strumentazione avveniristica
Il divano posteriore ospita tre passeggeri: se, in casi straordinari, fosse necessario ospitarne un quarto per brevi tratti, è presente un sedile supplementare a ribalta posto accanto a quello del conducente. Normalmente lo strapuntino resta chiuso e lo spazio a destra del conducente è dedicato a ospitare i bagagli, assicurabili con una cinghia dedicata. Altri possono essere collocati nello spazio alle spalle del divano, sopra al motore. L’accesso a quest’ultimo vano può comodamente avvenire anche dall’esterno, attraverso un ampio portellone vetrato.
Le particolarità degli interni proseguono: la Fiat City Taxi si caratterizza infatti anche per una plancia avveniristica imbottita con materiale deformabile, che ingloba il quadro strumenti, il tassametro e persino lo schermo di un piccolo televisore. Inoltre, il conducente può dialogare direttamente con la centrale dei taxi attraverso un radiotelefono il cui microfono è integrato nell’aletta parasole.
Soluzioni innovative per la massima sicurezza
Sono molto importanti le innovazioni dedicate alla sicurezza, che successivamente diventeranno standard nelle vetture di serie:
- Piantone dello sterzo snodato: progettato per salvaguardare il guidatore in caso d’impatto frontale.
- Plancia deformabile: rivestita in materiale ad alto assorbimento per la sicurezza passiva.
- Cinghie di fissaggio bagagli: dedicate alla stabilizzazione del carico in abitacolo.
- Sistemi di comunicazione: il radiotelefono con microfono integrato nell'aletta parasole prefigura i moderni vivavoce per smartphone.
- Infotainment ante-litteram: la TV posizionata al centro della plancia è la precorritrice dei moderni schermi dei sistemi multimediali.
Alcune soluzioni funzionali sono state riprese anni dopo, come il portellone vetrato sulle vetture hatchback, o la tasca porta carte ricavata nel tetto, ancora oggi presente in molte vetture monovolume.





