Nuovo piano industriale Stellantis: L'obiettivo del 'solo elettrico' in Europa sarà rivisto
Il nuovo piano industriale di Stellantis sarà presentato tra pochi mesi, all'inizio del 2026.
Jean-Philippe Imparato, il direttore di Stellantis Europa, ha espresso una posizione critica sul piano di transizione verso l'auto completamente elettrica in Europa. Le dichiarazioni di Imparato si discostano dal precedente obiettivo del gruppo di vendere solo veicoli elettrici entro il 2030, una strategia precedentemente promossa dall'ex CEO Carlos Tavares.
Punti chiave delle dichiarazioni di Imparato
Imparato ha sottolineato che l'obiettivo del "solo elettrico" in Europa necessita di una revisione. Questa richiesta è motivata da una serie di sfide che, a suo dire, rendono il piano attuale non sostenibile e potenzialmente dannoso per l'industria automobilistica e i consumatori. Le principali problematiche evidenziate sono:
* Accessibilità e costo dei veicoli elettrici: Imparato ha evidenziato che l'assenza di offerte di auto elettriche a prezzi inferiori ai 15.000 euro sta creando una sorta di "blocco" nel mercato, impedendo alla classe media di accedere a questa tecnologia. Questo rende l'auto elettrica una soluzione solo per una fascia limitata di acquirenti, non per tutti, come ha sostenuto anche l'ex CEO Carlos Tavares.
* Parco circolante e emissioni: Il manager ha suggerito che, invece di concentrarsi solo sulle vendite di auto nuove, l'Unione Europea dovrebbe orientare gli sforzi verso il rinnovo del parco circolante esistente, che conta 256 milioni di veicoli nel continente. Questa strategia, secondo Imparato, porterebbe a un risparmio di CO2 più significativo e immediato.
* Neutralità tecnologica: Imparato ha espresso un rinnovato interesse per le tecnologie alternative all'elettrico puro, come l'ibrido con range extender. Questa posizione sottolinea la necessità di un approccio più flessibile e tecnologicamente neutro da parte delle istituzioni europee, che consideri tutte le opzioni valide per la riduzione delle emissioni. Anche altri leader dell'industria, come Oliver Blume di Volkswagen, hanno espresso la convinzione che il termine del 2035 per la fine dei motori endotermici sia troppo ambizioso e che l'Europa debba considerare le tecnologie di transizione.
Contesto e prospettive future
Le dichiarazioni di Imparato, che rispecchiano una crescente cautela nel settore, si inseriscono nel dibattito sulla fattibilità del divieto di vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035. Nonostante la decisione sia stata formalmente approvata dall'Unione Europea, diverse voci autorevoli del settore, inclusi esponenti del Partito Popolare Europeo (PPE), chiedono una revisione del piano, suggerendo che un approccio più graduale e inclusivo sia necessario.
Il manager di Stellantis si è detto fiducioso che Bruxelles possa riconsiderare i suoi obiettivi, poiché anche altri attori dell'industria stanno comunicando messaggi simili. La necessità di un ripensamento è dettata non solo dalla questione dei costi e della disponibilità di infrastrutture, ma anche dalla crescente pressione dei costruttori cinesi, che stanno conquistando quote di mercato con modelli elettrici più economici. La richiesta di Imparato rappresenta una potenziale svolta nelle strategie di Stellantis, che potrebbe virare verso un approccio più pragmatico e diversificato per affrontare la transizione energetica nel settore automobilistico.
