Fiat 124 Sport Spider: 60 Anni di Leggenda tra Stile Pininfarina e Successi nei Rally

La storica Fiat 124 Sport Spider


(Scopri le dotazioni tecnologiche e di sicurezza di Fiat Pandina)

Il mito della cabriolet italiana che ha conquistato l'America festeggia un traguardo storico

Il 29 luglio 2026 segna una ricorrenza speciale per il collezionismo e la storia dell'automobile: la Fiat 124 Sport Spider festeggia il suo 60° compleanno. Presentata per la prima volta al Salone dell'Auto di Torino del 1966, questa iconica 2+2 posti ha saputo entusiasmare gli appassionati di cabriolet in Europa e, soprattutto, negli Stati Uniti.

Nell'arco di ben 19 anni di produzione (dal 1966 al 1985), sono stati costruiti quasi 200.000 esemplari, suddivisi in sette generazioni di modelli che hanno segnato un'epoca.

Il design iconico di Pininfarina e il tocco di Tom Tjaarda

Negli anni '60, chi negli USA cercava una cabriolet compatta e sportiva non trovava grandi risposte nei listini dei costruttori americani. Costruttori europei come la Fiat intervennero per colmare questa lacuna. La Fiat 500, la Fiat 1100 e la Fiat 1300 godevano già di una certa popolarità, non solo tra le famiglie di immigrati italiani.

La Fiat 124 Sport Spider fu destinata fin da subito alla clientela americana. Il design della carrozzeria fu affidato alla celebre firma di Pininfarina, sotto la direzione del designer Tom Tjaarda. Le linee distintive resero la vettura un capolavoro di eleganza sportiva:

  • Frontale accattivante: cofano leggermente inclinato con parafanghi pronunciati e fari rotondi.
  • Profilo inconfondibile: un'elegante curva sui parafanghi posteriori e la caratteristica nervatura sul cofano del bagagliaio.
  • Praticità e interni: la capote in tessuto si apriva in pochissimi secondi e con estrema facilità. Dietro al volante a due razze sportive in metallo forato, cinque strumenti circolari visualizzavano i dati principali.

La produzione delle carrozzerie fu gestita direttamente da Pininfarina, per poi essere completata nello stabilimento torinese di Mirafiori.

Meccanica e motore: la firma dell'ingegner Aurelio Lampredi

Sotto il vestito firmato Pininfarina si celava una meccanica d'avanguardia per l'epoca. Il telaio derivava da quello della Fiat 124 berlina (con sospensioni anteriori indipendenti e assale posteriore rigido), ma fu accorciato di 14 centimetri e opportunamente rinforzato.

Il vero cuore pulsante dell'auto era il motore progettato da Aurelio Lampredi, ex ingegnere Ferrari:

  • Innovazione tecnica: quattro cilindri con testata in lega leggera e doppio albero a camme in testa azionato da una cinghia di distribuzione in plastica (soluzione rivoluzionaria negli anni '60).
  • Prestazioni di lancio: i 90 CV erogati dal motore di poco più di 1,4 litri spingevano la Spider, pesante circa 930 kg, fino a 170 km/h.
  • Dotazioni di serie di alto livello: cambio manuale a cinque marce e quattro freni a disco.
  • Un successo immediato: La strategia commerciale si rivelò vincente. Circa due terzi dei modelli della prima serie (AS, 1966-1970) vennero venduti direttamente sul mercato americano.

L'evoluzione delle serie: dalla BS1 all'esplosione negli USA

Nel corso dei suoi due decenni di vita, la Fiat 124 Sport Spider ha visto un'evoluzione costante di motori, estetica e dotazioni di sicurezza:

Le serie BS, BS1 e CS

Mentre la serie BS era ancora in produzione, nacque la BS1 (1970-1972), caratterizzata da un orologio analogico, console centrale ridisegnata, nuovi fanali posteriori con luci di retromarcia, finiture cromate e una griglia a nido d'ape. Arrivarono anche i poggiatesta anteriori, il sistema frenante a doppio circuito e un assale posteriore riprogettato con quattro bracci oscillanti e barra Panhard.

Nel 1971 la cilindrata salì a 1,6 litri (110 CV con due carburatori a doppio corpo), richiedendo le due iconiche sporgenze simmetriche sul cofano per fare spazio al filtro dell'aria. Un anno dopo, con la serie CS, la potenza del 1.6 litri fu riassestata a 108 CV (o 104 CV con cambio a quattro marce).

L'approdo definitivo in America e la serie CS1

Dopo meno di un anno, con la serie CS1, arrivò il motore quattro cilindri 1.8 litri della Fiat 132 da 118 CV. Nello stesso 1972 nacque la versione omologata per i rally (CSA) firmata Abarth con 128 CV.

Nonostante la potenza, le vendite europee rallentarono e dall'autunno del 1974 la vettura fu offerta ufficialmente solo negli Stati Uniti come Fiat 124 Spider America, riconoscibile dai paraurti sovradimensionati e con cambio automatico a tre rapporti opzionale. Per rispondere alle severe norme USA, il motore 1.8 scese prima a 93 CV e poi a 87 CV. Dal 1978 arrivò il motore due litri da 83 CV (carburatore, CS2) o 102 CV (iniezione, CS0), affiancato da una rara variante turbo da 120 CV prodotta in circa 700 esemplari.

In totale, oltre l'80% delle quasi 198.000 unità prodotte fu esportato negli USA.

Il ritorno in Europa e la leggendaria Spidereuropa Volumex

Dopo una breve parentesi nel 1981 con l'esportazione di pochi esemplari con iniezione elettronica e catalizzatore, la cabriolet tornò ufficialmente in Europa nel 1982.

Il nuovo nome, Pininfarina Spidereuropa (DS0), rivelava che la carrozzeria torinese aveva ormai assunto la piena responsabilità della produzione. Il motore due litri erogava 105 CV (103 CV nelle versioni catalizzate come quella per il mercato tedesco).

Il punto più alto delle prestazioni fu raggiunto con la Pininfarina Spidereuropa Volumex. L'adozione di un compressore volumetrico Roots portò la potenza a 135 CV, consentendo di raggiungere una velocità massima di 190 km/h. Per gestire tali prestazioni, Pininfarina la equipaggiò con:

  • Sospensioni sportive e pneumatici larghi su cerchi in lega dedicati.
  • Passaruota allargati e dettagli estetici esclusivi.
  • Interni rivestiti in pelle, volante Abarth in pelle e indicatore di pressione del turbo nella console centrale.

Prodotta in soli 500 esemplari (esclusivamente nei colori rosso o nero), la maggior parte delle Volumex fu venduta in Germania ad un prezzo base di 29.600 marchi tedeschi.

I "Bombardieri in Tela": il successo nei Rally d'Europa

Con l'introduzione della serie BS1, la Fiat 124 Sport Spider divenne una grande protagonista del motorsport. Grazie al forte supporto della Squadra Clienti Fiat, la Spider si affermò ben presto come una seria contendente alla vittoria nei rally.

Oltre all'aumento di potenza (fino a 155 CV a 7.500 giri/min), la vettura adottava un cambio da competizione Colotti a rapporti ravvicinati, differenziale autobloccante e componenti alleggeriti in plastica che riducevano il peso sotto i 900 kg. La concorrenza la soprannominò rispettosamente "i bombardieri in tela", dato che correva sempre a capote chiusa.

I principali traguardi sportivi:

  • 1970: Alcide Paganelli e Ninni Russo vincono il Campionato Italiano Rally.
  • 1971-1972: Håkan Lindberg e Sölve Andreasson conquistano il 7° posto al Rally di Monte Carlo; l'anno dopo Lindberg e Helmut Eisendle vincono il Rally dell'Acropoli e il Rally delle Alpi Austriache, portando Fiat al secondo posto nel mondiale costruttori.
  • 1972: Raffaele Pinto si laurea Campione Europeo Rally.
  • L'era Abarth (CSA): Dal 1973 la Fiat Abarth 124 Rallye (con potenze da 165 CV fino a 210 CV nella versione Gruppo 4) sostituì la 1600 Spider nei rally mondiali, introducendo sospensioni posteriori indipendenti, portiere in alluminio e un hardtop rigido in fibra di vetro.

L'eredità di un'icona immortale

Quando nel 1985 la produzione terminò definitivamente dopo 19 anni, la Fiat 124 Sport Spider si era ormai guadagnata un posto d'onore nella storia dell'automobilismo mondiale.

A distanza di 60 anni dal suo debutto al Salone di Torino, le sue linee intramontabili, le soluzioni tecniche d'avanguardia e i suoi successi nelle competizioni continuano a far battere il cuore dei collezionisti e degli appassionati di tutto il mondo.