Fiat Uno Turbo i.e.: Storia, Tecnica e Prestazioni della "Piccola Bomba" degli Anni '80
Una sportiva travestita da utilitaria: quando FIAT portò il turbo nel Segmento B sfidando le grandi icone europee
A cura di Matteo Volpe – Direttore Digitale di Passione Auto Italiane
ARONA Giovedì 2 Luglio 2026 – Nel panorama automobilistico ci sono modelli che non si limitano a percorrere le strade, ma lasciano una traccia indelebile nell'immaginario collective. La Fiat Uno Turbo i.e. è senza dubbio una di queste. Presentata ufficialmente nella primavera del 1985, quando il modello base lanciato due anni prima aveva già superato il milione di unità vendute, la Turbo i.e. nacque da una ricetta tanto semplice quanto efficace: racchiudere prestazioni da vera sportiva all'interno della carrozzeria di un'utilitaria.
Fu la risposta impetuosa di Torino a un fenomeno di "piccole bombe" già consolidato in Francia e Germania. La Uno Turbo entrò in un club elitario dominato da concorrenti blasonati, imponendosi grazie a una tecnica raffinata, prestazioni esaltanti e uno stile non convenzionale e sfrontato.
Fiat Uno Turbo Prima Serie (1985–1989): Tecnica e Numeri da Capogiro
La prima generazione della Uno Turbo i.e. si distinse immediatamente per un rapporto peso-potenza straordinario, fermando l'ago della bilancia a soli 845 kg.
Il Motore e la Meccanica
Il cuore pulsante era un motore da 1.301 cm³ dotato di:
- Iniezione elettronica Bosch
- Accensione digitale Magneti Marelli
- Turbocompressore IHI VL2 raffreddato ad acqua
- Intercooler aria/aria
Questa configurazione erogava 105 CV e una coppia poderosa da 147 Nm a 3.200 giri, permettendo alla vettura di raggiungere i 200 km/h di velocità massima e di scattare da 0 a 100 km/h in appena 8,3 secondi. Il telaio, irrigidito con una barra antirollio, era abbinato a un impianto frenante con dischi ventilati anteriori, mentre il cambio a 5 marce era derivato dalla Ritmo 105 TC.
Estetica e Interni "Space Age"
La carrozzeria presentava paraurti ridisegnati con fendinebbia integrati, feritoie per il raffreddamento di intercooler e olio, minigonne e un caratteristico portellone con spoiler in vetroresina. I cerchi in lega da 13” diamantati montavano pneumatici ribassati 175/60 con coprimozzi dello scorpione Abarth.
All'interno spiccava la strumentazione analogica Veglia-Borletti o, su richiesta, il quadro completamente digitale firmato Nippon-Seiki, ricco di indicatori (incluso il manometro del turbo) e dell'innovativo check panel per il controllo dello stato del veicolo. L'abitacolo era impreziosito da velluto nero con le barrette rosse del logo Fiat, moquette rossa e un sound profondo garantito dallo scarico cromato schiacciato.
Il Test di Michele Alboreto a Jacarepaguá
Il potenziale della vettura attirò anche Michele Alboreto, all’epoca pilota ufficiale Ferrari in Formula 1. Nel 1985, sul circuito di Jacarepaguá in Brasile, il campione italiano salì a bordo per un test esclusivo organizzato da FIAT, dichiarando al termine:
"È un’auto che diverte, sincera nella risposta, con un’erogazione del turbo che sa regalare emozioni. Con qualche cavallo in più, sarebbe perfetta anche in pista."
Nel 1986 arrivò un primo aggiornamento con nuovi colori, mascherina in tinta e strisce adesive laterali, seguito nel 1987 dall'introduzione dell'Antiskid, un innovativo ma pionieristico sistema antibloccaggio della AP Lockheed agente sulle ruote anteriori.
Fiat Uno Turbo Seconda Serie (1989–1994): Maturità e Potenza
Nel 1989 FIAT introdusse la seconda serie della Uno Turbo i.e., caratterizzata da un look più sobrio e maturo ma da un livello prestazionale ancora più elevato.
Il salto evolutivo tra le due generazioni è evidente nei dati tecnici: la cilindrata crebbe dai 1.301 cc della prima serie ai 1.372 cc della seconda, mentre la vecchia turbina IHI VL2 lasciò il posto a una nuova Garrett T2. Grazie a queste modifiche, la potenza massima salì da 105 CV a 116 CV, permettendo all'auto di abbassare il tempo di accelerazione nello scatto da 0 a 100 km/h, che passò da 8,3 a ben 7,7 secondi.
L'estetica si rifece al restyling della Uno passo due, con paraurti ravvivati da un filo rosso, spoiler integrato e nuovi cerchi a quattro razze. Gli interni divennero più ergonomici, adottando sedili a quadretti neri e grigi e un raffinato volante Momo in pelle.
In listino comparve anche la versione catalizzata da 112 CV (Euro 1) affiancata dalla ricca versione Racing, dotata di accessori di categoria superiore come tetto apribile, chiusura centralizzata con telecomando, lavafari e alzacristalli elettrici.
Le Versioni Speciali dei Carrozzieri Italiani
Una pagina affascinante della storia di questo modello è legata alle fuoriserie. FIAT vendeva direttamente i telai nudi provvisti della sola meccanica a storici carrozzieri artigianali come Coriasco (Style), Scioneri, Giannini, Moretti e Hormann.
Questi atelier rifinivano le vetture su richiesta dei clienti più esigenti con:
- Verniciature fuori serie e dettagli estetici unici
- Interni opulenti in pelle o Alcantara
- Inserti in radica sul cruscotto
- Optional esclusivi come l'aria condizionata
Celebre la Uno Turbo MX firmata Moretti del 1986, caratterizzata da carrozzeria in tinta unita, cerchi dedicati e strumentazione interamente digitale.
Il Mito Youngtimer e le Quotazioni di Mercato
La produzione della Uno Turbo i.e. terminò ufficialmente nel 1994, quando passò il testimone alla Punto GT, totalizzando oltre 50.000 esemplari venduti.
Oggi questo modello è entrato di diritto tra le youngtimer italiane più desiderate e ricercate dai collezionisti di tutta Europa. Trovare un esemplare in configurazione completamente originale e non modificato è diventato raro: un fattore che ha spinto le quotazioni di mercato a superare stabilmente i 20.000 euro, a fronte di un prezzo di listino che nel maggio del 1985 era di 14.450.000 lire.
Al di là del valore collezionistico, la Uno Turbo i.e. resta il simbolo di un'epoca audace, l'emblema di una FIAT capace di osare e di mettere letteralmente il turbo ai sogni degli appassionati.






