Lancia Dedra


La Lancia Dedra è un'autovettura di classe media prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia, a partire dal 1989 fino al 2000, nello Stabilimento Lancia di Chivasso e Fiat Rivalta. Debuttò ufficialmente in Italia nell'aprile del 1989, destinata ad affiancare e poi a sostituire la Lancia Prisma. Si poteva considerare come una versione a tre volumi e quattro porte della seconda generazione della Lancia Delta, uscita però molto più tardi, nel 1993, con un frontale leggermente diverso.

La Lancia Dedra è stata sviluppata su un pianale unico, sul quale trovarono collocazione Fiat Tipo (1988), Fiat Tempra (1990) e Alfa Romeo 155 (1992). L'idea del Gruppo Fiat nata sul finire degli anni ottanta era quella di realizzare, a partire da un unico pianale (per motivi di economie di scala), quattro vetture di classe media dai caratteri e dai bacini d'utenza ben distinti, con caratterizzazioni specifiche: buon rapporto qualità/prezzo per la Tipo, praticità e versatilità per la Tempra (notevole la capacità del bagagliaio, sia in versione berlina che familiare) unita anch'essa ad un prezzo concorrenziale, sportività per l'Alfa 155 ed eleganza per la Lancia. Da menzionare anche la Lancia Delta di seconda serie, uscita, come premesso sopra, nel 1993, e sviluppata anch'essa sullo stesso pianale. Quest'ultima però non riuscì a ottenere il riscontro commerciale sperato. Le vetture derivate da questo progetto riscossero tutte un buon successo commerciale, non senza però qualche difetto (in particolare problemi all'impianto elettrico, stando alle segnalazioni degli utenti all'epoca), che andò in parte ad intaccare l'immagine di auto solida ed economica, cavallo di battaglia del Gruppo Fiat.

Il disegno della Dedra, frutto dell'istituto I.DE.A, le ha permesso di ottenere un coefficiente di resistenza aerodinamica eccellente, pari a soltanto 0.29. Il momento era piuttosto favorevole per la Lancia: l'ammiraglia Thema era stata ristilizzata solo da un anno e, nonostante fosse sul mercato da cinque anni, incontrava ancora un ottimo successo, la Delta prima serie, in produzione dal 1979, non finiva mai di sorprendere e grazie ai continui successi nelle competizioni rallystiche stava vivendo una seconda giovinezza, la piccola Y10 (venduta in Italia col marchio Autobianchi) era anch'essa stata oggetto di un restyling ed anche per lei le vendite andavano a gonfie vele.

Il compito della Dedra era impegnativo: doveva infatti raccogliere l'eredità della Lancia Prisma, che aveva rilanciato il marchio Lancia nel settore delle berline medie a tre volumi, ampliandone se possibile il suo bacino d'utenza. Basata sul pianale della "cugina" Fiat Tipo e di dimensioni leggermente maggiori rispetto alla sua antenata (lunghezza 4,34 metri - larghezza 1,70 metri – altezza 1,43 metri – passo 2,54 metri), la Dedra si presentava e si poteva considerare come una sorta di vice ammiraglia, e cioè come una vettura in grado di soddisfare chi cercava una berlina elegante ma non voleva o non poteva acquistare una vettura del segmento superiore, come la Thema. La Dedra ha esordito sul mercato nel 1989, presentando un disegno molto classico e di poco differente da quello della Prisma, pur avendo una linea più al passo con i tempi e risultando una berlina elegante. Il frontale esibiva la caratteristica calandra delle Lancia di allora, e i gruppi ottici posteriori rettangolari orizzontali erano divisi per colore a seconda della funzione, secondo gli standard del tempo.

L'intento della Lancia era quello di realizzare un modello che richiamasse l'idea di prestigio, esclusività, personalità e comodità, realizzato con un livello elevato di equipaggiamento e con uso di materiali pregiati (per esempio l'Alcantara); così come l'attenzione ai particolari quali le vernici speciali ed i cerchi in lega e anche all'isolamento acustico e alla ventilazione (era tra l'altro disponibile come optional un climatizzatore completamente automatico e con controlli digitali).

Particolare attenzione era stata dedicata all'abitabilità e alla comodità di guida, con la presenza di sedili regolabili in altezza, servosterzo, volante a quattro razze e specchietti regolabili elettricamente. Anche la sicurezza automobilistica è stata tenuta in particolare considerazione, con l'inserimento di una cellula passiva in grado di ridurre i danni agli occupanti del veicolo in caso di incidente stradale e con di dispositivi attivi come l'ABS. Le motorizzazioni disponibili al debutto erano quattro: tre a benzina a iniezione elettronica (con cilindrate di 1.6, 1.8 e 2.0 litri) e una a gasolio (turbo ds da 1.9 litri).

Fra il 1991 ed il 1992 vennero introdotte le prime modifiche: la gamma della Dedra fu ampliata, con vari livelli di allestimento presenti anche su altre vetture Lancia (LE, LS, LX), vennero modificati i copricerchi e inserita sulla calandra una targhetta indicante la motorizzazione e l'allestimento. Vennero introdotte anche la Dedra Integrale (a quattro ruote motrici), la 2.0 Turbo i.e. e una versione 2.0 con il cambio automatico.

Un rinnovamento più pesante venne effettuato nel 1993, con l'introduzione di finestrini realizzati con vetri Solarcontrol, in grado di filtrare le radiazioni luminose e quindi diminuire il calore all'interno dell'abitacolo, una gamma di 10 colori diversi, modifiche all'imbottitura dei sedili anteriori e piccoli accorgimenti per migliorare sicurezza e abitabilità. L'aggiornamento è stato effettuato dopo una fredda accoglienza da parte del pubblico italiano, che solo dopo quattro anni dal debutto cominciò ad apprezzare seriamente la vettura; infatti, di circa 250mila esemplari prodotti dal 1989 al 1992, il 50% fu venduto in Germania, dove l'auto è stata particolarmente apprezzata.

Nel 1994 la Dedra venne ristilizzata anche nell'esterno, ed era riconoscibile per i gruppi ottici posteriori, dalla forma invariata ma ora di colore rosso con centralmente una fascia bianca dove erano collocati gli indicatori di direzione e i fari di retromarcia, e per la calandra, ora con i listelli cromati. Venne modificato anche il terminale dell'impianto di scarico, in modo da non renderlo più visibile guardando la parte posteriore della vettura. In conseguenza di ciò venne modificato anche il paraurti posteriore eliminando il passaggio del tubo di scarico posteriore. Anche gli interni ricevettero alcune modifiche, tra cui un nuovo disegno del volante. Soprattutto venne introdotta la versione station wagon, progettata dalla carrozzeria francese Heuliez, mai esistita nella gamma della precedente Prisma, che riscosse un buon successo grazie alla sua favorevole capacità di carico. Le motorizzazioni, i livelli di allestimento e gli interni erano gli stessi della versione berlina.

L'ultimo aggiornamento fu effettuato nel 1998, ed è riconoscibile da fari anteriori più sottili e color fumè, paraurti totalmente in tinta con la carrozzeria, maniglie nere derivate dalla Delta, avantreno di origine Fiat Marea, nuovi cerchi in lega e fari posteriori totalmente rossi, con centralmente una parte appena brunita in cui erano collocati frecce e luci di retromarcia. Vennero inoltre modificati i pannelli porta e i rivestimenti, mentre negli interni era stato inserito lo stesso cruscotto della Delta. Tutti i motori a benzina ricevettero le 16 valvole.

A fine anni novanta la carriera della Dedra volgeva ormai al termine, e nel settembre del 1999, dopo anni di rinvii e ripensamenti, entrò in produzione la Lancia Lybra, erede della Dedra, che scomparve definitivamente dai listini all'alba del nuovo millennio, nel gennaio 2000, a due anni dal suo ultimo aggiornamento e dopo circa 11 anni dalla prima presentazione. In totale sono stati prodotti 418.084 esemplari di Dedra.

Commenti

Anonimo ha detto…
Magari potevano fare la nuova dedra con la dodge dart.....
Gigi ha detto…
La Dedra era un'ottima auto.

Avrebbero potuto portare in Europa la Chrysler 200, sarebbe stata una valida concorrente della Insigna, Volvo S60, Passat, ecc. Certo, avrebbe avuto senso con in gamma anche una SW.
Oggi potrebbe avere senso usare il pianale Giorgio accorciato, oppure quello della Fiat Tipo 3 volumi/sw e venderla anche in Usa come Chrysler 100; da posizionare in concorrenza alle VW Jetta o Audi A3 sedan...
Ma sappiamo che la Lancia potrebbe chiudere e che le berline non hanno un particolare appeal. Se dovessero rimanere la Lancia/Chrysler (progettandole sin dall'inizio per rispettare i canoni stilistici compatibili, di entrambi i marchi e non effettuando un sempliee rebadging), dovrebbero farlo con dei crossover/suv.
Paolo B ha detto…
Mettere sulla Dart o sulla 200 il marchio Lancia significherebbe umiliare un'altra volta il nobile nome. Non vi è bastata la vergogna delle Thema e Flavia in salsa americana? No per favore non pensate a queste cazzate. Piuttosto lasciamolo in frigo per qualche tempo e tiriamolo fuori quando ci saranno le condizioni per fare auto superiori. Tipo una Dedra su pianale Giorgio. O una Delta integrale su base Stelvio quadrifoglio.... che ne dite?
Gigi ha detto…
L'ideale sarebbe far rinascere la Lancia con modelli originali e non rimarchiati. E sicuramente il pianale Giorgio sarebbe una base tecnica stupefacente, ma gli investimenti orientati al marchio Lancia (e non abbinato alla Chrysler) sarebbero ripagati abbastanza rapidamente?
Per quanto riguarda la Thema (Chrysler 300) probabilmente non ha avuto il successo che meritava, soprattutto per l'assenza di motori attorno ai 2000cc. che invece le concorrenti hanno. Certo il design non era stato pensato con gusto europeo, ma con una gamma motori più completa avrebbe potuto trascinarsi fino a nuove generazioni di modelli.
Riguardo una futura Delta Integrale, per realizzarla dovrebbe esserci un intera gamma Delta. Ma sembra che anche per il segmento C dell'Alfa non è certa l'erede della Giuletta, per la Delta forse è ancora meno proponibile (sfortunatamente).

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