Stellantis ha intenzione di realizzare una delle sue "gigafactory" in Italia



Stellantis intenzione di realizzare una delle sue "gigafactory" in Italia e il governo sta valutando una serie di opzioni per assicurarsi il relativo investimento multimiliardario. Secondo la Reuters, Draghi punterebbe ad aumentare fino a 1 miliardo di euro le risorse pubbliche e private necessarie per sostenere il progetto della fabbrica di batterie sul territorio nazionale. 

Per conoscere l'esito non bisognerà aspettare molto: durante l'‘Electrification Day’ dell’8 luglio prossimo, infatti, i vertici aziendali dovrebbe svelare l’ubicazione delle "gigafactory", una delle quali, forse, sarà in Italia. In tale quadro vanno letti i diversi incontri (almeno cinque) tra i vertici dell’ACC e alcuni importanti rappresentanti istituzionali italiani: il 23 aprile scorso, per esempio, si sarebbe svolto un incontro tra l’amministratore delegato Yann Vincent, il direttore operativo Jean Baptiste Pernot e il ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, una delle figure chiavi del Pnrr il piano presentato alla Commissione Europea per ottenere gli oltre 200 miliardi di euro assicurati all’Italia dal Recovery Fund. 

Il piano prevede circa 600 milioni di euro di fondi pubblici per sostenere la costruzione, entro il 2030, per la costruzione in Italia di una fabbrica di batterie da 37 GWh e capace di impiegare una forza lavoro di 500 persone. Tuttavia, il governo punta ad aumentare le risorse fino ad almeno 1 miliardo di euro attirando l’interesse di investitori industriali e finanziari. In sostanza, secondo la Reuters, a Roma si mira a istituire un "grande partenariato pubblico-privato (PPP)”con una presenza forte di Stellantis. Dal canto suo, il gruppo automobilistico si sarebbe reso disponibile ad assumere un ruolo di primo piano in un progetto che, in ogni caso, dovrà ottenere il via libera della Commissione europea e affrontare la seria concorrenza di diversi Paesi europei: tra i più attivi c’è, per esempio, la Spagna che sta facendo di tutto per attrarre gli investimenti necessari per realizzare fabbriche di accumulatori e promuovere la mobilità elettrica grazie ai fondi garantiti dalla Ue. 

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