Nuovo furgone Fiat a idrogeno



Costruito sulla base ex PSA Citroen Jumpy, Peugeot Expert, e Opel Vivaro, il nuovo furgone di Fiat Professional, avrà un'autonomia di 400 km e sarà un un van plug-in fuel cell. Il primo furgone alimentato a idrogeno del marchio Fiat, arriverà nel 2022.

Dopo l'omologazione (fine 2021) inizieranno a circolare i primi modelli in Francia e Germania e successivamente la sperimentazione continuerà anche negli altri Paesi europei.

La scelta di Stellantis è quella di un cosiddetto Plug-in Fuel Cell. Un tipo di tecnologia in cui convivono le due anime dell'elettrificazione vale a dire le batterie e l'idrogeno. Il van, infatti, è spinto da un unico motore elettrico che può essere alimentato sia dalla fuel cell rifornita dalle bombolo di idrogeno sui da una batteria ricaricabile.

Al livello costruttivo, la base sono i modelli di mid van di lunghezza medium e large, il motore elettrico è situato nella stessa posizione di quello che attualmente alimenta l'e-Expert e gli altri elettrici medi del Gruppo. Sopra il motore elettrico è sistemato il gruppo fuel cell da 45 kW che lo alimenta.

Al posto del pacco batterie principale sotto al pianale sono sistemati i serbatoi di idrogeno: tre per un totale di 4,4 Kg di gas stoccato a 700 bar. La batteria ricaricabile da 10,5 kWh e 90 Kw di potenza massima è invece e posizionata sotto i posti a sedere anteriori. Per fare un pieno di idrogeno ci vuole circa un minuto, mentre per le batterie al litio dipende dal tipo di "colonnina".

A livello operativo una soluzione del genere consente, infrastruttura permettendo, di percorrere oltre 400 km a zero emissioni eliminando ulteriormente l'ansia da autonomia e salvaguardando al 100% la capacità di carico fino a 1.100 Kg di portata e 6,1 metri cubi di volumetria utile.

Il veicolo parte alimentato dalla batteria che viene sfruttata anche per le basissime velocità, nella marcia normale, invece, sono le fuel cell che alimentano il motore elettrico. Quando c'è bisogno di molta potenza le due fonti di energia lavorano assieme, le decelerazioni e le frenate vengono invece utilizzate per ricaricare la batteria a ioni di litio.

La tecnologia presentata da Stellantis anche se non totalmente dipendente dal prezioso gas è chiaramente da inserire all'interno di un contesto di infrastrutture adeguato. Parliamo di colonnine di ricarica, ma sopratutto di fabbriche e distributori di idrogeno. Il progetto realizzato in collaborazione con Faurecia e Symbio prevede anche che il governo francese investa circa 7 miliardi di euro (8,3 miliardi di dollari).

I soldi servono per sviluppare un'infrastruttura per l'idrogeno e per aiutare a raggiungere gli obiettivi ambientali. Dagli altri partner dovrebbero invece arrivare circa 140 milioni di euro per costruire una fabbrica di celle a combustibile a idrogeno in Francia, la cui produzione inizierà nel 2022 o 2023.

Commenti

  1. Ottimo può andare così. Superlativo sarebbe di cellule fotovoltaiche sul tetto. Perfettissimo

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