Nuova Lancia Fulvia Concept. Luca De Meo: "Uno dei miei più grandi rimpianti professionali"



La Lancia Fulvia, in versione coupé, è oggi tra le auto più ricercate della sua epoca grazie soprattutto alle numerose vittorie nei Rally internazionali che hanno reso questa versione una delle icone più riconosciute tra le automobili degli anni sessanta, tanto che il centro stile Lancia realizzò, nel 2003, una concept car ad essa ispirata e che ha ricevuto grandi apprezzamenti a livello internazionale.

Disegnata da Alberto Dilillo e Flavio Manzoni e prodotta in esemplare unico, fu presentata al Salone di Francoforte del settembre 2003, suscitando grande sorpresa e numerosi apprezzamenti da parte di appassionati "Lancisti" e giornalisti, che ne invocarono immediatamente la produzione. Ma a quei tempi le risorse economiche del Gruppo Fiat S.p.A. erano molto limitate e la stessa dirigenza Lancia, che fino ad allora aveva fatto pressioni ai vertici del Gruppo per una produzione del modello, dovette rassegnarsi all'impossibilità di tale progetto. Anni dopo, il manager Luca De Meo (che nel 2003 era tra i dirigenti della Lancia), nel suo libro "Da 0 a 500", definì la Fulvia Concept come "Uno dei miei più grandi rimpianti professionali". La Fulvia Concept era basata su telaio Fiat Barchetta e ne montava anche lo stesso motore 1.800cc benzina. A differenza dell'antenata degli anni '60, la Fulvia Concept 2003 aveva solo due posti anziché quattro.

Commenti

  1. A parte la fanaleria anteriore e tutta bella. Questo e un progetto che si poteva inserire sul segmento della" mini one". Sarebbe stata la lancia , la seconda macchina per famiglia media -alta borghesia. Con un prezzo dai 21.oo,00 euro in su Fino a 35 per Versione Abarth. E una visione fattibile.

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  2. Ah...perchè lo spazio per la Nuova Multipla,la Punto 2004 invece c'era..Pessime auto dalle vendite imbarazzanti. Se Lancia è finita così è perchè tutto il Management non aveva competenze.

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  3. La dirigenza era succube della proprietà mentre i progettisti avevano messo in tavola ottimi se non miracolosi progetti, la dirigenza pensava solo ai soldi se e quanto gli rimanevano in tasca. Ed ecco la distruzione della Lancia, Alfa Romeo, Maserati, Innocenti e Piaggio. Questa è la verità, ma non lo diranno mai neanche i tecnici dell'epoca in quanto obbligati a tacere. Questa era la FIAT.

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  4. Mah .. Non vedrei niente di speciale.. Anonima.

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    1. IL VERO PROBLEMA è CHE IL GRUPPO FIAT AVENDO PRESO DALLO STATO ITALIANO TANTI DI QUEI MILIARDI HANNO DOVUTO RICAMBIARE AI NOSTRI POLITICI IL FAVORE INSERENDO I VARI RACCOMANDATI DALLA POLITICA (TANTE TESTE VUOTE) QUESTO è IL VERO PROBLEMA ITALIANO NON PERSONE VALIDE MERITEVOLI MA RIFUGIATI O IMBOSCATI POLITICI. ECCO PERCHE TUTTE LE ALTRE AZIENDE SONO MOLTO AVANTI E MOLTO MIGLIORI E FANNO NUMERI.

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