Stellantis affronta l'aumento dei costi dovuti alla guerra in Ucraina e alla transazione verso le auto elettriche



Carlos Tavares, AD del gruppo Stellantis, ha lanciato un avvertimento sui crescenti prezzi delle auto. L’amministratore delegato ha ribadito le sue preoccupazioni sul continuo rincaro dei listini che sta spingendo fuori dal mercato una fetta importante di potenziali acquirenti. Le cause sono molteplici, ma Tavares ha citato le carenze di componentistica e le pressioni inflazionistiche legate anche alle conseguenze della guerra in Ucraina sulle quotazioni delle materie prime. Si sta determinando un aumento dei costi senza freni e difficile da assorbire per i costruttori: “Sono molto preoccupato per l’effetto sull’accessibilità dei veicoli. È una questione che, con le crescenti pressioni inflazionistiche, si sta trasformando in qualcosa di molto più che problematico”.

Per spiegare i motivi alla base dell’aumento dei costi, Tavares ha citato diversi fattori. La carenza di semiconduttori ha causato frequenti tagli produttivi e quindi una scarsa disponibilità di prodotto presso le concessionarie e l’impossibilità per quest’ultimi di soddisfare le richieste dei clienti. I costi per le materie prime hanno subito prima un rapido aumento e poi una decisa accelerazione al rialzo con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La questione dei costi riguarda da vicino le auto elettriche. Tavares ha ribadito la sua posizione su auto elettriche destinate ad avere prezzi di molto superiori a quelli degli analoghi modelli endotermici, quantomeno nel breve e medio termine, e sulla necessità di tagliare rapidamente i costi per non dover trasferire i rincari sugli acquirenti. L’eventuale trasferimento rischierebbe di avere un’impatto sul cuore del mercato: "Le classi medie non sarebbero in grado di compare auto nuove".

Si potrà risolvere la situazione con un miglioramento della produttività del 10% l’anno, ma non solo. La scorsa settimana, Stellantis ha fornito una serie di indicazioni all’interno del suo nuovo piano industriale Dare Forward 2030. Tra gli obiettivi è stato segnalato un taglio degli oneri distributivi del 40%, una maggior efficienza nel campo delle spese per Ricerca & Sviluppo e più attenzione negli acquisti e nella gestione della filiera del forniture. Tavares ha rimarcato il suo invito ai fornitori ad assorbire parte dei rincari, ma ha respinto alcune loro critiche chiedendo di "incolpare non il gruppo", bensì i legislatori che stanno spingendo l’industria automobilistica ad abbracciare la mobilità elettrica. "Non siamo noi il poliziotto cattivo", ha detto Tavares ad Automotive News, aggiungendo come sia meglio per tutti collaborare per ridurre e assorbire i costi. "Potrebbe non piacere il fatto che siamo troppo franchi o troppo trasparenti, ma, in un certo senso, i fornitori dovrebbero esprimere una certa gratitudine per il fatto che stiamo dando la sveglia abbastanza presto affinchè possano prepararsi".

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