Tavares: l'elettrico "è una questione politica. Non è una mia decisione". Stellantis si impegna a diventare il campione del settore nella lotta contro il cambiamento climatico



Stellantis si impegna a diventare il campione del settore nella lotta contro il cambiamento climatico, raggiungendo le zero emissioni da carbonio entro il 2038.

Stellantis conta di chiudere "a breve e positivamente" le trattative con i concessionari europei per il nuovo modello di distribuzione, per poi avviare analoghe discussioni con i rivenditori di altre regioni operative. Non solo: il gruppo è pronto a competere sull'elettrico, anzi è convinto di poter costruire Ev "migliori di quanto faccia la concorrenza". Lo dichiara Carlos Tavares.

L'amministratore delegato di Stellantis ha fornito un aggiornamento sulle attuali interlocuzioni tra il gruppo e la rete di vendita del Vecchio continente, parlando di negoziati "molto costruttivi" nonostante le prime reazioni non esattamente entusiatiche. "I costi di distribuzione dei veicoli, una volta usciti dalle catene di montaggio, sono abbastanza elevati, mentre la percezione sulla qualità del servizio è abbastanza bassa", ha detto l'ad. "Questo è il perfetto segnale di un problema grave. Credo che i nostri concessionari siano persone intelligenti e capiscano che il nostro modello di distribuzione non sta portando i risultati previsti in termini di soddisfazione della clientela è un modello costoso sia per i concessionari, sia per i costruttori". Tavares ha ricordato come il gruppo abbia iniziato pochi mesi fa a mettere mano alla sua rete di vendita globale: "Abbiamo cominciato in Europa cancellando i contratti e avviando discussioni con i concessionari. Inizialmente, abbiamo ricevuto riscontri negativi, la nostra decisione è stata accolta come uno shock. Tuttavia, dopo la reazione emotiva dei primi giorni, la nostra associazione dei rivenditori si è detta pronta a collaborare per trovare soluzioni che migliorino il nostro modello di distribuzione, a vantaggio nostro e degli stessi concessionari. Le discussioni sono molto, molto costruttive: l'obiettivo chiave è ridurre le spese di distribuzione per liberare risorse da investire sull'elettrificazione, per assorbire parte dei costi delle Ev e quindi proteggere l'accessibilità dei veicoli alla spina. Farlo è nel nostro interesse e in quello dei concessionari. Contiamo di chiudere a breve le trattative in Europa, per poi passare alle altre regioni operative".

Tavares è stato interpellato anche sulla recente decisione di offrire solo elettriche in Europa nel quadro del piano industriale Dare Forward 2030: "Siamo competitivi. Sappiamo che dobbiamo competere all'interno di un determinato contesto operativo e all'interno di questo contesto ci piace competere. Non abbiamo paura. Pertanto, abbiamo cercato di dimostrare al mondo che siamo in grado di fare delle Ev migliori rispetto ai nostri concorrenti e che possiamo prenderci cura dei nostri clienti nel miglior modo. Abbiamo un track record adeguato per realizzare i nostri propositi". Tavares ha più volte sottolineato che Stellantis dovrà adeguarsi alle scelte imposte dalla politica e competere nel rispetto di un determinato contesto nornativo. Inoltre, c'è anche una questione che esula le regole della concorrenza e riguarda la ricerca della "miglior soluzione possibile per la società" sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici e della "protezione del pianeta: credo che la strada delle Ev sia la migliore soluzione, quella con l'impatto maggiore sulle iniziative per la protezione del pianeta", ha spiegato Tavares, ribadendo comunque la sua opinione sulla centralità dell'energia all'interno dei processi di transizione: "Se l'energia non è pulita, i progressi di un veicolo elettrico sarà difficile che si manifestino, perché un'Ev ha una significativa impronta carbonica quando si parla di produzione o batterie". Rimane il fatto, più volte ribadito, che la più grande sfida è rappresentata dall'accessibilità delle elettriche".

Tavares rimane anche convinto che la transizione sia una strada imposta dai politici. "Non bisogna sottovalutare le pressioni e l'ampiezza della trasformazione che sta attraversando l'intera industria automobilistica. Ci troviamo nel mezzo di una trasformazione rapida, per certi versi paurosa ed è mio compito proteggere le persone dell'azienda e lavorare duro affinché si trovi la miglior soluzione possibile per tutta la società. Io penso che stiamo provando a fare il meglio per fornire una serie di strumenti in grado di proteggere la libertà di movimento e garantire una mobilità pulita, sicura e accessibile". Secondo l'ad, "gli europei non vogliono più le endotermiche: hanno dato il loro voto a parlamentari che stanno per votare il bando e noi dobbiamo adeguarci. Se gli europei mettono al bando le endotermiche, noi dobbiamo rispettare la loro decisione. Questa è la direzione che i leader politici hanno imposto al settore e i leader sono eletti a maggioranza dalle persone. È una questione di democrazia e noi dobbiamo semplicemente adeguarci alle normative decise dai politici, che si suppone abbiano valutato le conseguenze delle loro decisioni sui cittadini. Alla fine dei conti, è una questione politica. Non è una mia decisione".

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