Ecco perché i nuovi modelli FCA sono rinviati


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FCA non sembra intenzionata, per il momento, a proporre una nuova generazione della Fiat Punto. Soprattutto per esigenze di bilancio.

Fiat è impegnata a far quadrare i conti ed è ancora alla ricerca di un’alleanza industriale che vada oltre la semplice collaborazione su singoli progetti o modelli.

La linea ufficiale di Torino a riguardo è che il segmento B è quello “poco redditizio”, “dove i margini di guadagno sono ridottissimi”. Parole di Alfredo Altavilla, Chief Operating Officer Emea di FCA che, interpellato sul futuro della Punto, ha specificato come sia necessario “fare ragionamenti pragmatici e vedere se i soldi che s’investono in nuovi modelli poi tornano effettivamente a casa”.

Il futuro della Punto (come la nascita di altri modelli FCA) è una questione di politica industriale, ma soprattutto di soldi. Per quanto riguarda la prima, il nodo è dove eventualmente fabbricarla e come gestire i vari impianti garantendo livelli ottimali di capacità produttiva. Poi c’è la questione debiti, che frena nuovi investimenti.

Non è una questione di essere o no persone di prodotto o di finanza. FCA non è una onlus, e quindi è più che normale che si facciano i conti in tasca per farli quadrare, e uscire dall'indebitamento e non tornare indietro con conseguenze drastiche.

I modelli è naturale che tutti li vogliono, perché è grazie a quelli che un azieda riesce ad andare avanti. Ma con la situazione di FCA ci sarà da pazientare un po di più, e capire che quando si è con i conti in rosso, gli investimenti vanno fatti con prudenza.

Ricordiamo che comunque sono stati salvati i gruppi Fiat e Chrysler, che sono stati fatti grossi investimenti negli stabilimenti Italiani, che nuovi modelli sono arrivati o stanno per arrivare, che con Alfa Romeo si sta facendo un vero e propro miracolo...tutto questo in una situazine pesantemente negativa per il Gruppo Fiat. Riconosco che non è poco quello che è stato fatto, e pure io voglio i nuovi modelli. Ma ci vuole pazienza e riconoscere che non bisogna fare modelli nuovi a tutto andare perché gli altri fanno cosi, ma ognuno deve guardare la propria situazione. Non è detto che gli altri sono più furbi o intelligenti, e bisogna fare i conti in tasca anche agli altri per capire chi è veramente il più intelligente. Come ha detto Marchionne, la concorrenza va avanti con il segmento B, ma sono in perdita, cosa che in Fiat si vuole evitare. Non per i guadagni personali, ma per il bene del Gruppo. Quindi non bisogna criticare Marchionne dicendo che è un uomo di finanza (è l'AD è deve far guadrare i conti), ma bisogna riconoscere che non fa le cose tanto per farle, e come va va. 

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