Storia del logo Fiat


Il primo logo della Fiat è completamente differente rispetto al semi-quadrato rosso che conosciamo oggi. Sul cofano dei modelli di lusso veniva installata una pergamena in ottone che recava la scritta ‘Fabbrica Italiana Automobili Torino’. I modelli erano pochi e a cura riservatagli era di altissimo pregio e livello. Per questo motivo i loghi non erano prodotti in fabbrica, ma venivano creati da fabbri artigiani e il lettering era inciso a mano. Il logo inoltre recava una N dove veniva indicato il numero di produzione seriale.
L’immagine del logo associata al veicolo, considerando i tempi in cui venivano creati, erano un simbolo molto importante per la casa produttrice quindi risentivano degli spiriti e delle influenze artistiche dei tempi.

La moda e le tendenze, specialmente negli anni frenetica a cavallo tra i due secoli, cambiano in fretta e per questo motivo il logo della Fiat cambiò totalmente volto appena due anni dopo, quando nel 1904 venne ridisegnato seguendo i dettami dello stile Liberty. Il logo era inserito su una base quasi completamente rettangolare, fatta eccezione per il lato alto a forma di arco. Sulla base di un blu scuro, erano incisi in color oro la dicitura Fiat al centro e molti rami di ulivo tutto attorno ad arricchire di dettagli il disegno. I rami di ulivo e la combinazione di colori forse erano un riferimento alla Bibbia, precisamente alla citazione ‘Fiat Lux’.

Nel 1904 viene presentata una nuova forma del logo, stavolta incastrato in un ovale dove il colore di fondo è lo stesso blu di Prussia che caratterizzava il precedente, mentre le effige su di esso sono molto più semplice dalle forme più lineari, mentre al centro capeggia la scritta Fiat.

Il logo ovale ebbe un notevole successo al punto che rimase in vigore per quasi vent’anni, quando nel 1921 venne presentata la nuova Balilla, stavolta con un logo circolare e il nome incastrato al centro. Negli anni ne sono state presentate differenti versioni, cambiando il colore di fondo oppure la cornice esterna, senza però troppe trasformazioni.

Nel frattempo in quegli anni l’Italia risentiva delle forti pressioni sull’economia e sull’arte che venivano esercitate dal regime fascista.

Le nuove esigenze di una modernità sempre più spinta e lineare, caratterizzata anche da una certa semplicità, fece in modo che la Fiat cambiò nuovamente logo incastrando la propria sigla in un un semplice rettangolo.I l fondo è spoglio, è rosso (la tonalità che lo interesserà per vari decenni a seguire) mentre il bordo esterno e la dicitura Fiat sono bianchi, mentre le lettere sono allunate verso il basso. E questa sarà la linea che la Fiat assumerà per moltissimo tempo a seguire, con soli piccoli cambiamenti nella forma dal 1931 a 1938, dove una mutazione leggermente più marcata cambiò il fondo rendendolo spigolose ed allungando sempre di più il lettering.

Da segnalare un’altra piccola trasformazione nel 1959 dove fu ridisegnato leggerete più ‘grasso’. accorciando le proporzioni tra le forme e creando cornici di colori differenti, tendenti verso la tonalità dell’ottone.

Negli anni ’60 si ebbero due cambiamenti importanti. Il primo nel ’65 che vide il ritorno della forma circolare, in memoria dei loghi caratterizzanti gli anni ’20, ma con il lettering un po’ diverso, utilizzato però solo per contrassegnare i veicoli da corsa. Il secondo cambiamento importante si ebbe nel 1968 che stravolse completamene il marchio, rinchiudendo ogni lettera in un rettangolo blu, il tutto con un aspetto dinamico tendente verso destra. E questa dicitura Fiat, stavolta prodotta in serie, caratterizzerà le automobili fino al centenario della Fiat nel 1999 che vede il ritorno del marchio circolare su ogni veicolo. Il nuovo logo circolare Fiat, stavolta più semplice nelle decorazioni, manterrà il fondo blu (prima blu di Prussia, poi la stessa tonalità del precedente) fino a diventare il rettangolo rosso incastonato nel cerchio bianco odierno.

Ma con l'arrivo della Nuova Fiat 500 Elettrica, il logo cambia ancora. Limitandosi alla sola scritta Fiat in argento.

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