Lancia ECV2



L'esclusivo prototipo Lancia ECV2 è stato creato nel 1988, ma non è mai stato in grado di competere a causa del cambio di regolamento nel Campionato Mondiale Rally e della cancellazione del Gruppo S. È stato progettato fin dall'inizio per incorporare le tecnologie più avanzate del suo tempo, puntando alle massime prestazioni nelle gare. Si trattava essenzialmente di uno sviluppo dell'originale Lancia ECV (Experimental Composite Vehicle), che, come indicava il nome, sfruttava i vantaggi offerti dall'utilizzo di materiali sintetici. Rispetto all'ECV, l'ECV2 presentava una carrozzeria esteticamente più gradevole, prestazioni aerodinamiche migliorate e un motore turbocompresso ancora più innovativo progettato dall'ingegner Claudio Lombardi. L'elettronica del motore gestiva i due turbocompressori (Turbo), tanto che in combinazione con il design innovativo della testa ha prestazioni elevate anche a bassi regimi, punto che era uno dei problemi principali dei motori Turbo in quel momento. L'obiettivo era quello di partecipare al Mondiale Rally con una vettura il cui telaio, carrozzeria e alcune parti meccaniche, come le ruote e l'albero di trasmissione, sono realizzati in materiali sintetici. Il risultato è stato un'auto con il 20% in meno di peso e una maggiore rigidità rispetto alla Delta S4, che è stato il punto di partenza per il team di ingegneri. Il motore a quattro cilindri da 1.759 cc erogava 600 cv a 8.000 giri, grazie ai due Turbo con intercooler e al nuovo sistema di gestione della pressione. La velocità massima del prototipo superava i 220 km/h mentre accelerava da 0 a 200 km. /ora in soli 9 secondi. Purtroppo la Lancia ECV2 non arrivò mai al via di una gara, ma lasciò il posto ad un'altra vettura, che sarebbe diventata la più grande leggenda del Mondiale Rally, la Lancia Delta.

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