Ecco quali sono i programmi FCA in Italia



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"Con i sindacati abbiamo parlato dello sviluppo della rete industriale italiana. Se l'Alfa Romeo va, e dovrebbe andare, cominceremo ad occupare spazio. Non sappiamo ancora se Pomigliano ha la capacità per assorbire una parte della produzione del marchio: lo stiamo valutando, ma ovviamente rientrerà in gioco in qualche maniera": così si è espresso Sergio Marchionne in un incontro all'Università di Modena.

Confermando la destinazione di nicchia dello stabilimento Maserati, l'ad del Gruppo Fca si è soffermato anche su questioni industriali a più ampio spettro. Nuove assunzioni di duecento persone tra Termoli e Verrone, oltre al reintegro di altrettanti addetti che torneranno sulle linee di Mirafiori, dove si fa la Maserati Levante.


Sull'altra sponda dell'oceano, uno dei nodi da sciogliere è quello del futuro della "midsize sedan", la berlina di taglia media che dovrà prendere il posto dell'attuale offerta Chrysler. A Modena, Marchionne ha affermato che Fca è "in discussione esplorativa con altri Costruttori", senza scendere in ulteriori dettagli sui potenziali partner. "Non abbiamo una scadenza perché non c'è urgenza", ha aggiunto l'ad in merito al progetto. "Lo dobbiamo fare, ma lo faremo nei tempi giusti", ha concluso.

I vertici FCA hanno illustrato i nuovi piani produttivi conseguenti allo slittamento di due anni di alcuni obiettivi, in conseguenza delle situazioni critiche di alcuni importanti mercati (Cina e Brasile).   

L’essenza del discorso è stata espressa dallo stesso Marchionne con la conferma che l’obiettivo dell’azienda è di arrivare alla fine del 2018 con tutta la forza lavoro impegnata negli stabilimenti di produzione, senza più cassa integrazione né contratti di solidarietà. Questo sulla base appunto di un programma articolato su diverse marche del gruppo e diversi stabilimenti.   

L’impianto campano dove viene prodotta la Fiat Panda è al centro di una delle novità più rilevanti del nuovo piano produttivo. La fabbrica napoletana è infatti destinata ad affiancare quella di Cassino per la produzione di alcune versioni dell’Alfa Romeo Giulia, in particolare quelle medie.    

Oltre alla berlina Giulia al centro dell’impegnativo progetto di rilancio dell’Alfa Romeo, l’impianto di Cassino sarà anche impiegato per la realizzazione del modello suv dell’Alfa Romeo. Va ricordato l’importante del prossimo giugno con l’avvio delle vendite della nuova Giulia sul mercato americano, considerato chiave per la riuscita del rilancio.   

Mirafiori è divenuta una sorta di “polo del lusso” e nei piani FCA ha la missione di sfornare anzitutto la Maserati Levante. Ma non solo. Nella logica appunto del profilo voluto per la struttura, sarà Mirafiori che produrrà le versioni alto di gamma dell’Alfa Romeo Giulia, così come un reparto speciale con 200 addetti sarà impegnato nella produzione di una versione speciale del furgone Fiat Ducato.    

I movimenti del personale riguardano anche la città emiliana sede della Maserati e della Ferrari. Sebbene la casa del Cavallino non faccia più parte del gruppo FCA, i programmi per i prossimi anni prevedono che una cinquantina di addetti FCA venga “comandato” presso la Ferrari, evidentemente per lavorazioni attinenti le Maserati.    

L’insieme delle produzioni programmate nei diversi stabilimenti del gruppo FCA in Italia presuppongono ovviamente un importante approvvigionamento di propulsori e cambi, e in questa ottica il nuovo piano del gruppo prevede un ulteriore potenziamento delle capacità produttive degli impianti di Termoli (Campobasso) e Verrone (Biella), con l’assunzione di un paio di centinaia di nuovi addetti.   

Al termine dell’incontro, i rappresentanti sindacali presenti si sono dichiarati soddisfatti di quanto appreso e delle prospettive esistenti per la FCA in Italia con le relative ricadute occupazionali.

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