PSA corteggia FCA


La nomina di Manley alla guida di Fca è stata accolta dalle Borse come una scelta all’insegna della continuità, il senso è che l’azienda è in grado di andare avanti da sola e non è alla ricerca di un’alleanza. Ora l’attenzione degli investitori si sposta sui conti del secondo trimestre di Fca che verranno pubblicati oggi verso le 13.00. La notizia, già trapelata, di aver centrato l’azzeramento del debito industriale netto già a fine giugno con largo anticipo sulla tabella di marcia, ha indubbiamente scaldato il titolo Fca. Quello di oggi sarà il vero debutto di Manley presso la comunità finanziaria con la conference call agli analisti, prevista per le 14.00. Con lui ci sarà il responsabile finanziario Richard Palmer che, in questi anni in analoghi appuntamenti, ha sempre affiancato Sergio Marchionne. La conference call ha una sua rilevanza perché Manley potrebbe dare con le sue risposte i primi segnali attesi dal mercato sulle scelte che intende fare per la società e per l’Italia. Per questo a Torino, al Lingotto, l’uomo Jeep ha continuato a mettere a punto le strategie operative con i manager di prima linea di Fca. 

L’ad dovrà anche guadagnarsi la fiducia dei mercati, convincendo gli investitori sul fatto che entro fine anno Fca raggiungerà gli obiettivi, nonostante l’incognita dei dazi. Ovvero 125 miliardi di euro di ricavi, 8,7 miliardi di utile operativo rettificato e 5 miliardi di utile al netto di passività e proventi non ricorrenti. La tagliola dei dazi americani sull’auto potrebbe arrivare al 25%, se l’Ue non riuscirà a convincere la Casa Bianca a rivedere i suoi propositi. Oggi sarà giornata di conti anche per Ford e General Motors, mentre ieri ad alzare il velo sui conti è stato il costruttore di auto francese Psa. I ricavi sono cresciuti del 40,1% a 38,6 miliardi di euro, mentre l’utile netto ha raggiunto gli 1,481 miliardi.

Il numero uno di Peugeot-Citroën ha poi di nuovo aperto la porta del risiko, ammiccando a Fiat-Chrysler. «Siamo aperti a ogni proposta, sette giorni su sette, 24 ore su 24, ma per fare un deal bisogna essere in due» ha detto Tavares ricordando anche che «gli azionisti di Fiat Chrysler si sono pronunciati diverse volte sul fatto che Psa non è il buon partner potenziale per loro». Sul fronte sindacale va poi registrata la mossa della Fiom torinese che ha «intenzione di aprire una nuova epoca delle relazioni industriali nel gruppo, un’epoca che rimetta al centro il lavoro e i lavoratori, le loro condizioni materiali, l’occupazione e il salario». Ieri la Fiom ha dato il via, con le assemblee alla Maserati di Grugliasco, alla discussione per il rinnovo del contratto specifico di primo livello in scadenza a fine anno.

Dopo Manley toccherà al nuovo ad di Ferrari Louis Camilleri debuttare il 1° agosto con i conti del secondo trimestre, mentre a settembre dovrà presentare il nuovo piano industriale 2018-2022. 

Commenti

  1. A livello di pianali fruibili, non sarebbe un partner da scartare.
    Preferisco però Hyundai, perché ha sbocchi in più mercati ed una struttura decisamente migliore di PSA.

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  2. Il gruppo PSA non mi sembra l’ideale per noi, potrebbero guadagnarci solo loro… ma fa piacere sapere che c’è interesse per il gruppo da parte dei francesi. Evidentemente Marchionne aveva chiuso la porta a Tavares e lui ci riprova con Manley.

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