Lancia Gamma: Storia e Design di un’Icona del Made in Italy a 50 Anni dal Debutto
Dallo stile Pininfarina al motore Boxer: mezzo secolo di innovazione e lusso torinese dell'ammiraglia che ha ridefinito il concetto di "salotto viaggiante".
Mezzo secolo di fascino discreto, audacia tecnica e quello stile inconfondibile che solo il "salotto buono" dell'automobilismo italiano sa offrire. Ricorre in questi giorni il cinquantesimo anniversario della Lancia Gamma, l'ammiraglia che nel marzo del 1976, al Salone Internazionale di Ginevra, segnò il grande ritorno del marchio nel segmento delle vetture di rappresentanza.
Oggi, Stellantis Heritage celebra questo traguardo ricordando un modello che, pur non avendo dominato le classifiche di vendita dell'epoca, è diventato nel tempo un oggetto di culto per collezionisti, capace di influenzare ancora oggi il linguaggio stilistico delle Lancia del futuro.
Il Ritorno nel Segmento di Rappresentanza
Dopo l'ingresso nel Gruppo Fiat e il successo della Beta, Lancia puntò a colmare il vuoto lasciato dalla leggendaria Flaminia. La Gamma nacque con una missione precisa: unire la trazione anteriore e l'ingegneria sofisticata a un design di rottura.
Il progetto si sdoppiò immediatamente in due anime, entrambe nate dalla matita di Pininfarina:
* La Berlina: Una "due volumi" a coda tronca, aerodinamica (C_x di 0,37) e anticonformista.
* La Coupé: Disegnata da Aldo Brovarone, una delle Gran Turismo più eleganti di sempre, definita un vero e proprio "salotto viaggiante".
L'Innovazione Sotto il Cofano: Il Motore Boxer
Per la Gamma venne sviluppato un propulsore inedito che rispettava la tradizione dei motori a cilindri contrapposti della casa:
* 2.5 Litri (140 CV): Realizzato con largo impiego di alluminio, leggero e dalla coppia rotonda, ideale per una guida fluida e signorile.
* 2.0 Litri (120 CV): Versione nata specificamente per il mercato italiano, per evitare l'aggravio fiscale (IVA pesante) sulle cilindrate superiori ai due litri.
Curiosità tecnica: A differenza del boxer della Flavia, questo motore era un'unità completamente nuova, progettata per garantire prestazioni e leggerezza ai vertici della categoria.
Evoluzione e Raffinatezza: La Seconda Serie
Nel 1980, la Gamma si evolve. Con la Seconda Serie arriva l'iniezione elettronica Bosch "L-Jetronic" (sulla 2.5 i.e.) e una rinfrescata estetica che introduce la calandra a scudo orizzontale, tipica del nuovo family feeling Lancia.
Gli interni, curati da designer come Piero Stroppa, elevarono il concetto di comfort:
* Tessuti firmati Ermenegildo Zegna.
* Plancia ridisegnata con orologio digitale.
* Sedili più avvolgenti e materiali di pregio che ne confermarono lo status di "living mobile".
Un Laboratorio di Idee: I Concept
La Gamma è stata la base per alcune delle intuizioni più brillanti dei carrozzieri torinesi. Molte di queste visioni anticiparono i tempi:
* Lancia Scala: La versione a tre volumi della coupé.
* Lancia Olgiata: Una suggestiva declinazione "Shooting Brake" (station wagon sportiva).
* Megagamma (Italdesign): Il prototipo di Giorgetto Giugiaro che anticipò il concetto moderno di monovolume.
* Gamma 3V: L'interpretazione a tre volumi curata dal Centro Stile Lancia, oggi custodita gelosamente all'Heritage Hub di Torino.
L'Eredità: Dalla Gamma alla Nuova Era
La produzione si concluse nel 1984 dopo circa 22.000 esemplari, lasciando il testimone alla fortunata Lancia Thema. Tuttavia, la storia non finisce qui.
Oggi, il nome Gamma si prepara a tornare protagonista. Stellantis ha infatti confermato che la Nuova Gamma sarà prodotta nello stabilimento di Melfi, portando nel futuro elettrico quegli stessi valori di eleganza, innovazione e comfort che cinquant'anni fa resero unica la sua antenata.
