Gamma più ampia per Lancia e nuovi mercati



È presto per parlare di piani, secondo il neo-ceo della Lancia, Luca Napolitano, ma confida le sue speranze sullo sviluppo di un marchio che è stato collocato da Stellantis in ambito premium, parla del suo posizionamento rispetto ad Alfa Romeo e DS, che in quell’ambito le fanno compagnia, auspica un possibile nuovo prodotto nella fascia medio-piccola su piattaforma Cmp e prefigura sinergie significative con gli altri due marchi per delineare una gamma che vada ben oltre l’attuale best-seller.

Insomma, il futuro ha l’aspetto di una gamma articolata, con modelli diversi e più grandi. A dare un fondamento realistico a questo piano ci sono le scelte strategiche appena fatte dal comandante in capo di Stellantis, Carlos Tavares, e dai suoi “ufficiali”, scelte che scommettono sullo sviluppo del marchio. Ne dà il senso lo stesso Napolitano: “La Lancia ha finalmente all’interno del gruppo dei top executive di Stellantis un suo capo, il che è un’indicazione d’intenti molto forte. Unito al fatto che il marchio chiaramente non è identificato nella Ypsilon di oggi, altrimenti sarebbe stato inserito nel cluster 'core', con Citroën e Fiat, mentre è posizionata in quello 'premium' assieme a DS e Alfa, il che è un bel segnale sulle future prospettive”.

Di queste prospettive il manager, ex capo del brand Fiat in Emea, dice di essersi innamorato. “Sono un appassionato di auto e, poi, in Lancia ho lavorato. Quindi ho una serie di idee, che non posso ancora svelare. Quel che posso dire è che il cliente di domani non sarà la semplice evoluzione del cliente di oggi. Semplificando, oggi è per il 75% donna e acquista macchine sotto i quattro metri. Se consideriamo che il 10% di loro cambia l’auto ogni anno e la metà di loro è fedele al marchio Lancia, è evidente che si tratta di un patrimonio da non disperdere. Ma si capisce che il cliente del marchio che immaginiamo - rispettato nel mercato premium - sarà in parte diverso”. Un pubblico ancora da studiare, secondo Napolitano: servirà capirne le aspettative e vedere come si possano soddisfare. “E ciò”, prosegue, “si rifletterà sul posizionamento dei prodotti futuri”.

Quanto alla geografia, oggi la Lancia ha un raggio d’azione che, di fatto, non valica neppure le Alpi. L’obiettivo, però, partendo dall’Italia, dove affonda le proprie radici, è quello di provare a cogliere anche le opportunità che si presentino oltre il confine patrio. “Non è vero”, dice il ceo, “che all’estero Lancia non la conosce nessuno, ci sono mercati su cui ha fatto molto bene, penso alla Francia, al Belgio, alla Grecia…, e dove è riconosciuta. I francesi in particolare ne hanno un’immagine molto alta. Poi bisogna vedere come andare all’estero, magari si può fare con metodi di vendita non convenzionali”.

Naturalmente il respiro più ampio non riguarda soltanto la distribuzione geografica né la tipologia dei clienti, ma anche il portafoglio prodotti. E se Napolitano auspica che la Ypsilon possa trovare in qualche modo un’erede, sottolinea soprattutto le opportunità sinergiche all’interno dell’area premium. “Se siamo stati collocati accanto ad Alfa e a DS, insieme a questi qualcosa faremo. E se guardiamo ai rispettivi posizionamenti, penso che Lancia possa facilmente trovare il suo. Ora, semplificando, se Alfa è prestazioni e sportività e DS il Louis Vuitton dell’automobile, per noi sicuramente eleganza, o stile italiano senza tempo, e innovazione tecnologica sono due valori di marca assai rilevanti".

Sull’impiego delle piattaforme Napolitano non si sbilancia. Ma, più in basso nella gamma, elogia la Cmp dell’ormai ex gruppo PSA. “Oggi vi nascono 208 e Corsa, e poi DS 3, Mokka e 2008. Parliamo di cinque vetture che, per motivi diversi, sono altamente apprezzate sul mercato. Ci vedo delle opportunità per Lancia? Certo che sì. Poi su come si possa interpretare il tema, più hatchback tradizionale o più crossover, è tutto da definire. Così come l’orizzonte temporale: meglio fare le cose bene, che fare le cose in modo affrettato”, commenta il manager. Forse è per questo che le prime tre vetture che saranno costruite, nella fabbrica polacca di Tychy, sul pianale Cmp, porteranno i marchi Alfa, Fiat e Jeep, ma non Lancia. Ma tutto lascia intendere che un modello arriverà. 

Ad una possibile Lancia Ypsilon elettrica su base Nuova Fiat 500 elettrica, Napolitano dichiara: “l’elettrificazione è una strada in cui tutti stiamo andando. Ma più che alla 500 di Mirafiori, guarderei proprio all’architettura francese, nella sua variante a batteria”.

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