Nasce la Lancia Delta Evo III



Ci voleva Miki Biasion per riportare in strada un mito dell’automobilismo: ci pensava da 26 anni. «Era un sogno, è diventato un progetto. Sono quasi più emozionato di quando correvo».

Eccola la Lancia Delta Evo, con la livrea della Martini Racing, come ai vecchi tempi. Nella versione che la Fiat non ha mai prodotto, Evo III, perché aveva già decretato la fine del modello. Biasion non si è rassegnato, era una questione di cuore: sulla Delta ha vinto due Mondiali (1988-1989) con la squadra della Martini. Ha contattato Bruno Cena, ex responsabile del programma Delta in Lancia, e si è fatto dare i disegni e gli schemi della macchina mai nata. A Torino ha pagato la licenza per realizzarla in serie limitata.

È nata una collaborazione intensa, la Delta ancora adesso è una delle vetture più popolari fra i giovani e «questa è fedele a quello del 1994, la Deltona» . In pochissimi potranno averla, sarà prodotta in otto esemplari (tre ogni anno) su misura in collaborazione con molti partner «Racing», fra i quali la Sparco che ha fatto i sedili e non solo. Fuori mantiene lo stile originale, dentro sarà rivista negli interni e nelle dotazioni per avvicinarsi agli standard moderni di lusso dei marchi tedeschi.

Ma il segreto è un bottone magico, capace di cambiare il carattere: la modalità «tranquilla» per tutti i giorni, con 220 cavalli, e poi quella «Sport» da 340 cavalli per vivere le emozioni del rally grazie alla trazione integrale. Modifica assetto, sospensioni e risposta dello sterzo, mappature elettroniche. L’assemblaggio avviene in Friuli, tutto viene fatto in modo artigianale.

Biasion compra Delta usate sul mercato, le restaura da cima a fondo trasformandole e aggiungendo componenti rifatti ex novo sulla base degli originali. Anche il motore è quello originale della Delta, con pistoni, basamento e bielle ricostruiti. Il prezzo? Sui 250-300 mila euro, a seconda delle personalizzazioni, anche la verniciatura tristrato è speciale. «Lo dovevo a questo marchio a cui è legata la mia vita - conclude Biasion -, giro il mondo e vedo quanto interesse c’è ancora per la Delta e per la Lancia. È bastato spargere la voce a qualche collezionista che tre sono già state prenotate. Non volevo rivoluzionarla, ma semplicemente attualizzarla». Il progetto segue le indicazioni di quello dell’ingegner Cena con rinforzi alla scocca e rivestimenti di materiale insonorizzante per aumentare il confort. E qualche chicca da rally, come gli specchietti: «Gli stessi della Delta gruppo A» sorride Biasion.

E chi sa se Luca Napolitano (CEO di Lancia) e Stellantis, coglieranno l'occasione di rifare la Lancia Delta in chiave moderna. Qualche voce in merito al suo possibile arrivo c'è. Ma sarà così?

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