Anche Tavares va contro la politica che impone le auto elettriche



Niente auto elettriche economiche fino al 2026. Sarebbe imposto dalla politica e pieno di effetti negativi, a quanto dichiarato da Carlos Tavares.

Si pensa che l’amministratore delegato di Stellantis sia parecchio in alto, nella gestione del potere che influisce sul mondo dell’auto. Eppure lo stesso ha di recente detto che il salto verso i veicoli elettrici, cavalcato anche dai suoi marchi, è imposto dall’alto in modo troppo forte e che questa spinta eccessiva, porterà a conseguenze negative di vario tipo.

Molti condividono l’opinione da tempo, senza essere dirigenti dell’automotive che devono firmare atti impopolari per una filiera che in certi ambiti storici si sgretola, in nome di certe rivoluzioni. Tavares segue in parte quanto dichiarato da un altro grande capo aziendale dell’auto, che dal Giappone si è detto contrario a certi balzi netti che annullano le auto termiche (Toyota). Qui però il discorso diventa anche sociale e politico.

Tavares ha ricordato la mobilità per certe classi sociali, quelle che non potrebbero permettersi nuove auto elettrice troppo costose. Rimandiamo certi termini di pensionamento delle termiche? Volentieri, diciamo noi e molti altri in coro. Anche perché proprio Tavares ha detto che per almeno 5 anni non sarà possibile produrre nuove auto elettriche davvero economiche e per un decennio aumenterà la massa, delle suddette vetture. Rischi logici del salto imposto politicamente dai governi e dalla comunità Europea, sono il proseguire di circolazione per veicoli non elettrici anche datati (per chi non compie il passaggio) e un possibile problema di materie prime per l’industria.

Ci sono poi anche i posti di lavoro che ballano e l'impatto ambientale delle batterie. La rete di ricarica pubblica...

Temi caldi, temi che citiamo da anni come in evoluzione secondo un programma che porta al bene dell’ambiente e alla sostenibilità del settore. Ma se l’auto elettrica non è sostenibile che da pochi che la possiedono, oggi, come fare? Il tema è appunto di potere, politico e industriale su ogni livello. I CEO delle Case, uno ad uno, stanno tirando frecciatine ai governi che spingono troppo per l'elettrificazione.

Stellantis farà tante elettriche, come dichiarato per ogni marchio del gruppo Alfa Romeo, Fiat, Abarth e Lancia incluse, ma ricordatevi gente che il malumore sociale conseguente lo dovrete sfogare verso la politica; sono i governi che decidono i tempi e in qualche modo influenzano libertà e costo di usare un’auto. Non le case automobilistiche.

Commenti

abb the power ha detto…
guardando i soldi ha ragione tavares,ma se guardiamo l'impatto con l'ambiente, non possiamo farci niente, a meno che usiamo l'idrogeno?è sempre un discorso di soldi?....con tutti cambio automatico e con l'idrogeno, le preferisco anch'io....
Roberto.P ha detto…
Tavares, come atri ha ragione ma allora non capisco gli investimenti sull’elettrico. Decine di modelli con questa tecnologia e senza termico saranno destinati all’ insuccesso, ed è quello che mi fa paura. In Italia si prospetta un passaggio importante tra il termico e l’elettrico puro…. Le venderanno tutte in Norvegia? Immaginate la Delta a marchio Lancia. Il marchio è molto popolare in Italia mentre in Europa deve ricostruire la sua credibilità per i problemi che in passato hanno colpito il marchio e che tutti voi conoscete. Produrre una Delta solo elettrica dov’è in Italia per i problemi sopra descritti avrà un mercato di nicchia come pensate che in Europa possa avere successo? Boh