Lancia Nea



L'originalità della Nea si manifesta già nello stile, suggestivo e avveniristico, in sintonia con i contenuti tecnologici. La vettura, infatti, è segnata da linee forti e spalle larghe che suggeriscono robustezza.


Appare alta e compatta per adattarsi meglio alle esigenze cittadine. A prima vista colpisce il tetto trasparente. Questo è sostenuto dall'intelaiatura che nella parte anteriore affonda sotto il vetro come un bastone immerso nell'acqua. È il gioco delle trasformazioni tra visibile e invisibile, tra fisico e virtuale che caratterizza Lancia Nea.


La calandra è scavata nel cofano. I fanali, autoadattativi, sono disposti come le lamelle di una veneziana e riuniscono in un solo corpo tutte le funzioni luminose.


Quando la vettura è parcheggiata i cristalli elettrocromici sembrano inesistenti, perché si mimetizzano con il colore della carrozzeria.


Anche l'arredamento è caratterizzato da soluzioni innovative: rivestimenti in sughero conferiscono al tempo stesso originalità, classe e modernità. E non mancano metalli e tessuti che ricordano la forza del titanio e la morbidezza del cachemire.


Alla prima occhiata, l'abitacolo spicca per la sobrietà e la mancanza di elementi ridondanti. Il pavimento è totalmente piatto e c'è un grande ambiente vivibile nel quale "navigano" i sedili. È lo spazio che diventa "lusso" e nello scambio di oggetti fisici con oggetti virtuali (servizi e informazioni) crea una possibilità abitativa nuova.


Nell'area del guidatore, insieme con il volante e i comandi, trovano posto un totem sormontato dal masterizzatore per i CD e, quasi sospeso dietro il volante, un nastro trasparente a forma di onda, nel quale sono "immersi" quattro schermi.


Il primo, subito dietro il volante, visualizza la strumentazione e le più importanti funzioni di viaggio di Nea, mentre gli altri tre inviano in diretta le immagini raccolte dalle telecamere esterne.


Realizzata in un gel morbido e antiurto (offre sicurezza psicologica), l'"onda" è trasparente e dà la sensazione che i display galleggino nello spazio richiamando, per la prima volta, il concetto di interfaccia virtuale finora visto solo nei film di fantascienza.

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