Lancia Beta Montecarlo



La Fiat a fine anni '60 stava pensando a una vettura sportiva per sostituire la 124 Sport Coupé e da affiancare alla X1/9, quindi incaricò la Pininfarina di progettare e sviluppare una erede. Il progetto che venne chiamato Fiat X1/8 prevedeva la realizzazione di un'auto sportiva a motore centrale V6 da 3 litri. Il progetto X1/8 doveva essere inoltre la prima vettura interamente sviluppata e costruita dalla Pininfarina, anziché basarsi concettualmente su un'autovettura di produzione di serie già esistente. Il lavoro di progettazione fu svolto nel 1969 e il progetto finale fu completato nel 1971 da Paolo Martin.


A causa della prima crisi petrolifera degli anni '70 il progetto fu rinominato X1/20 e il motore fu sostituito con un'unità a quattro cilindri da 2 litri. Sulla base del progetto X1/20 venne realizzata nel 1974 una vettura da competizione, la Fiat Abarth SE 030, dopodiché, a conclusione della stagione agonistica 1974 il progetto venne lasciato in carico alla Lancia, che nel frattempo era stata acquisita dalla Fiat, per la realizzazione di un modello di serie da inserire all'interno della gamma Beta.


La Lancia scelse come propulsore per la propria sportiva il motore bialbero a quattro cilindri della Fiat 124 Sport Coupé, dotandola di sospensioni MacPherson, cambio a cinque velocità e freni a disco su tutte e quattro le ruote. Ma dato che di li a poco sarebbe debutto sulla nuova ammiraglia della casa (la Gamma) il boxer, i tecnici del reparto progettazione dello stabilimento torinese di Borgo san Paolo tentarono in tempi successivi di sperimentare tale soluzione anche sulla Montecarlo, sfociata nella realizzazione di alcuni prototipi per gare rally. Ciononostante, pur considerando i buoni risultati raggiunti a livello prestazionale, questa idea non si concretizzò mai sugli esemplari stradali

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