Abarth Classiche



Abarth Classiche 1000 SP (2022)


L’Abarth Classiche 1000 SP rappresenta la reinterpretazione contemporanea della Sport Prototipo del 1966, una delle pietre miliari nella storia agonistica dell’Abarth. Lo stile, le prestazioni e le vittorie conquistate in tutta Europa fecero di questa icona della sportività uno dei modelli più amati della Casa dello Scorpione. Una vettura leggendaria che ha continuato a ispirare i designer del Centro Stile Fiat e Abarth tanto che nel 2009 viene concepita la sua erede. Nel 2021, a 55 anni esatti dal debutto dello storico modello, il progetto viene rielaborato e perfezionato da Abarth Classiche, dando vita a un’auto che conserva e attualizza tutto il carattere della sua gloriosa antesignana.


 


Nell’Abarth Classiche 1000 SP riecheggiano linee ed elementi estetici caratteristici dell’omonima sportiva degli Anni Sessanta. Il corpo vettura sinuoso – con le superfici morbide dei parafanghi che evidenziano la posizione delle ruote – riprende lo schema della spider a motore centrale. Le geometrie del posteriore della Abarth Classiche 1000 SP sottolineano un’armonia perfetta tra i gruppi ottici e gli scarichi. La livrea è rigorosamente rossa e su tutto il corpo vettura compaiono le caratteristiche prese d’aria, dal cofano anteriore fino agli slot di raffreddamento su quello posteriore. Anche la fanaleria rispetta lo schema minimalista della 1000 SP storica, con proiettori puntiformi sul muso e una sola coppia di fanali posteriori rotondi a sottolineare la notevole larghezza dell’auto dalla vista posteriore. La vettura è equipaggiata con un grintoso motore da 1742 cc, in grado di erogare 240 cv a 6000 giri al minuto.


 


Abarth 1000 SP (1966)


La Fiat Abarth 1000 SP, nome in cui 1000 indica la cilindrata in centimetri cubi e SP le iniziali di Sport Prototipo - leggera e potente vettura da competizione a ruote coperte con carrozzeria spider due posti – nasce nel 1966 dalla matita del progettista Mario Colucci. Equipaggiata con telaio in traliccio di tubi d’acciaio e motore centrale, la 1000 SP viene portata in gara dalla Scuderia ufficiale Abarth e gli ottimi risultati ottenuti in prestigiose competizioni sono il miglior veicolo pubblicitario per promuovere la vettura presso i clienti privati.


 


La Sport Prototipo monta l’ennesima evoluzione del bialbero Abarth costruito intorno al basamento delle Fiat 600 ed è progettata per eccellere sia nelle brevi corse in salita sia nelle lunghe e impegnative gare di durata. Il leggero telaio e la carrozzeria in poliuretano e vetroresina mantengono il peso complessivo della vettura in 480 kg a secco, consentendo una velocità massima che supera i 220 km/h. Le linee semplici, basse e filanti, soprattutto nella parte anteriore, si devono alla collocazione ai lati del motore dei radiatori.


 


Il primo importante successo sportivo è nella massacrante 500 km sul circuito del Nürburgring, il 4 settembre 1966: l’Abarth 1000 SP condotta da Müller e Steinmetz vince la classe 1000, salendo sul terzo gradino del podio nella classifica assoluta.


 


L’eco di quella vittoria rimbomba a distanza di pochi giorni in Valle d’Aosta, alla corsa in salita Aosta-Pila. La voce dei due repentini successi comincia a dare i suoi frutti e in Abarth arrivano i primi ordini. Raggiunti i 50 esemplari prodotti, nel marzo del 1968 l’Abarth può ottenere l’omologazione Gruppo 4 Sport / Classe 1000.


 


La 1000 SP continua a inanellare successi. Beneficiando di numerose evoluzioni e trasformazioni, la vettura continua a correre per oltre un decennio, dando molte soddisfazioni ai piloti privati, disposti ad attendere anche parecchio tempo prima di ricevere la propria vettura ordinata in Abarth.


Abarth 750 record (1956)


Presentata al pubblico durante il Salone di Torino del 1956 e riconoscibile per la caratteristica carrozzeria realizzata da Bertone su disegno di Franco Scaglione, la 750 Record ha un profilo studiato in funzione della massima rispondenza aerodinamica, per avvolgere e inglobare il posto guida e terminare nella sezione posteriore con una grande pinna.


 


Il propulsore, derivato da quello della Fiat 600, viene portato da Abarth a 750 cc ed è montato posteriormente a sbalzo. Dalla vettura di serie vengono mutuate anche le sospensioni e altri organi meccanici mentre il cambio, modificato, è dotato di soli tre rapporti con l’ultimo particolarmente lungo in base alle performance richieste. Anche se la potenza è di soli 47 CV, grazie alla scocca montata su un pianale in lamiera scatolare con un peso inferiore ai 390 kg e alle dimensioni contenute, la velocità massima è di oltre 190 km/h. Con questa vettura, nel giugno del 1956, Abarth stabilisce sul circuito di Monza ben sei record nella Classe H: 24 ore, 5000 km, 5000 miglia, 10000 km, 48 ore e 72 ore, con una velocità media mai inferiore ai 140 km/h.

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