Il Passato Corre nel Futuro: Stellantis Heritage Incanta il Racing Meeting 2026
Si è conclusa da pochi giorni la sesta edizione del Racing Meeting (7-8 febbraio 2026), e il verdetto del pubblico è unanime: la kermesse ideata da Miki Biasion ha segnato un nuovo punto di riferimento per il Motorsport internazionale. Quest'anno, la Fiera di Vicenza non è stata solo un’esposizione, ma un viaggio nel tempo, grazie soprattutto alla presenza di tre "perle" assolute firmate Stellantis Heritage.
Le tre vetture, simboli di epoche diverse ma accomunate da un’ingegneria fuori dal comune, hanno lasciato i loro "santuari" di Torino e Arese per diventare le regine indiscusse del weekend vicentino.
1. Fiat S 61 Corsa (1908): La "Belva" d'Oltreoceano
Arrivata direttamente dall’Heritage Hub di Mirafiori, la S 61 Corsa ha ricordato a tutti che, agli albori del secolo scorso, la FIAT era il terrore delle piste americane.
* Il Cuore: Un mastodontico motore 4 cilindri da 10 litri.
* La Storia: L'esemplare esposto è quello che trionfò al Gran Premio d’America del 1912 a Milwaukee con Caleb Bragg.
* Il Dettaglio: Nonostante l'età, la vettura ha mostrato lo splendore del restauro conservativo del 2016, capace di farle toccare i 150 km/h, una velocità folle per l'epoca.
2. Alfa Romeo 182 "Sperimentale" (1982): L’Alba del Carbonio
Sempre da Torino è giunta la monoposto che ha segnato una linea di demarcazione nella Formula 1. Questa 182 non è una "semplice" F1, ma la versione sperimentale che ha introdotto il telaio in fibra di carbonio, una rivoluzione condivisa all'epoca solo con McLaren. I visitatori hanno potuto ammirare da vicino le soluzioni tecniche sviluppate con il contributo di Bruno Giacomelli, testimonianza di un'Alfa Romeo pioniera assoluta dei materiali compositi.
3. Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA (1988): Il Mito di Arese
Dalle teche del Museo Storico di Arese, è sbarcata a Vicenza la 75 Turbo Evoluzione IMSA. Un mostro di potenza che rispondeva ai permissivi regolamenti nordamericani dell'epoca. Questa straordinaria berlina da competizione è equipaggiata con un propulsore 1.8 Turbo a iniezione multipoint capace di sprigionare potenze comprese tra i 335 e i 400 CV. Grazie a un peso piuma di soli 960 kg, ottenuto attraverso l'uso massiccio di fibra di carbonio per spoiler e carrozzeria, la vettura è in grado di superare agevolmente i 270 km/h di velocità massima.
Le sue carreggiate allargate e l'imponente aerodinamica hanno calamitato gli sguardi, incarnando l'anima più brutale e vincente della berlina sportiva italiana per eccellenza.
La Missione di Stellantis Heritage
Come sottolineato da Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage, la partecipazione al Racing Meeting non è stata solo una celebrazione estetica, ma un atto di divulgazione. Portare questi bolidi fuori dai musei significa rendere vivo un patrimonio tecnico che ancora oggi ispira il design e le prestazioni delle auto moderne.
"Questi esemplari incarnano lo spirito pionieristico e l'eccellenza tecnica che hanno reso i nostri marchi protagonisti della storia del Motorsport."
Roberto Giolito
L'appuntamento di Miki Biasion ha confermato che, nel 2026, la passione per la pista non conosce confini tra fango, asfalto e storia.
