Stellantis sfida l'elettrico: arriva il nuovo 1.6 Diesel Mild Hybrid per l'era Euro 7
In un panorama automobilistico che sembrava aver segnato il destino dei motori a gasolio, Stellantis compie una mossa controtendenza che sta facendo discutere l’intero settore. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha ufficialmente rimescolato le carte: è in fase di sviluppo avanzato un nuovo motore 1.6 Turbodiesel con tecnologia Mild Hybrid a 48V, progettato per superare i severi limiti della normativa Euro 7.
Il "Dietrofront" Strategico: Il Diesel non è morto
La decisione non è frutto di nostalgia, ma di puro pragmatismo industriale. I dati di mercato all'inizio del 2026 parlano chiaro: esiste una solida fetta di utenza — dai professionisti delle lunghe percorrenze alle flotte aziendali — che non è ancora pronta a rinunciare all'autonomia e all'efficienza del gasolio.
Stellantis ha confermato di voler mantenere il diesel in gamma su almeno i modelli chiave, reintroducendolo dove era stato eliminato e confermandolo per i pilastri italiani come Alfa Romeo Tonale, Giulia e Stelvio.
Le novità tecniche: Ibrido e "Made in Italy"
Il nuovo propulsore 1.6 non sarà un semplice restyling del vecchio Multijet o del BlueHDi francese, ma una sintesi tecnologica evoluta:
* Omologazione Euro 7: Il cuore del progetto è l'abbattimento degli inquinanti (NOx e particolato) per garantire la circolazione nelle ZTL più restrittive.
* Elettrificazione 48V: Grazie all'integrazione con il cambio a doppia frizione eDCT6, il motore sarà in grado di gestire le fasi di veleggiamento e piccole manovre in modalità 100% elettrica, riducendo drasticamente i consumi urbani.
* Cuore Italiano: Le indiscrezioni produttive confermano che i basamenti del nuovo motore verranno realizzati presso lo stabilimento Teksid di Carmagnola, segnando un ritorno centrale delle officine piemontesi nella strategia globale del gruppo.
I modelli del debutto
Chi saranno i primi a portarlo su strada? La roadmap punta alla seconda metà del 2026. Tra i candidati principali figurano:
* Fiat "Giga Panda" (erede della Tipo): Un C-SUV da 4,4 metri pensato per le famiglie.
* Gamma Veicoli Commerciali
* Nuova Lancia Gamma: Il ritorno del marchio nel segmento D potrebbe includere questa unità per le versioni dedicate ai grandi viaggiatori.
Con questa mossa, Stellantis si posiziona come il produttore più flessibile in Europa. Il gruppo ha scelto di ascoltare il mercato reale: il diesel ibrido rappresenta oggi la "terza via" tra l'ansia da ricarica dell'elettrico e i consumi più elevati del benzina.
L'HVO è una delle novità più importanti per la sopravvivenza dei motori termici. Il futuro è "Green Diesel": La compatibilità totale con l'HVO
Un altro pilastro della strategia Stellantis per il 2026 riguarda la sostenibilità dei carburanti. Il gruppo ha infatti confermato ufficialmente che l'intera gamma di motori diesel (incluso il nuovo 1.6 MHEV e i precedenti Multijet e BlueHDi) è pienamente compatibile con il gasolio HVO.
Che cos'è l'HVO?
L'HVO (Hydrotreated Vegetable Oil, ovvero Olio Vegetale Idrotrattato) è un biocarburante di ultima generazione, spesso chiamato "Green Diesel" o "Diesel Rinnovabile".
* Origine: Viene prodotto interamente da fonti rinnovabili come oli di scarto (oli di frittura esausti), grassi animali residui e scarti dell'industria alimentare.
* Emissioni: Rispetto al gasolio fossile, l'HVO permette di abbattere le emissioni di CO2 "dalla produzione all'uso" (well-to-wheel) fino al 90%.
* Utilizzo: Non è un semplice biodiesel (FAME), ma un gasolio paraffinico sintetico. Questo significa che è chimicamente quasi identico al gasolio tradizionale e può essere utilizzato puro al 100% (HVO100) senza alcuna modifica al motore o ai filtri DPF.
Quali motori possono usarlo?
Stellantis ha validato l'uso dell'HVO non solo per i nuovi motori Euro 7, ma anche per la stragrande maggioranza dei motori Euro 5 ed Euro 6 già in circolazione. Per capire se la tua auto è compatibile, basta controllare lo sportellino del serbatoio: la presenza della sigla XTL indica il via libera ai carburanti paraffinici come l'HVO.
Tuttavia, il gruppo ha esteso la compatibilità anche a molti propulsori che non riportano ancora la sigla, tra cui:
* 1.3, 1.6 e 2.0 MultiJet
* 1.5 e 1.6 BlueHDi
* 2.2 MultiJet (di Alfa Romeo Giulia e Stelvio)
* 3.0 V6 MultiJet
Grazie all'HVO, il nuovo motore 1.6 ibrido di Stellantis non sarà solo efficiente, ma potenzialmente "carbon neutral", offrendo una reale alternativa elettrica per chi non può ancora rinunciare alla pompa di rifornimento.
La situazione attuale della rete di distribuzione in Italia a marzo 2026. Dove fare il pieno? La rete HVO in Italia è già realtà
Una delle domande più frequenti è: "Ma dove si trova questo carburante?". La risposta è rassicurante: l'Italia è oggi uno dei paesi leader in Europa per la distribuzione di HVO100 (puro al 100%).
I principali operatori
Non occorre cercare distributori "di nicchia". I grandi player hanno già attrezzato centinaia di stazioni di servizio lungo tutta la penisola:
* Eni (HVOlution): È stato il precursore in Italia. Ad oggi, la rete Eni Live conta oltre 1.000 stazioni di servizio che erogano l'HVOlution, il primo diesel di Eni Sustainable Mobility prodotto interamente da scarti.
* Q8 (Q8 HVO): Ha esteso massicciamente la disponibilità del suo biocarburante biogenico, rendendolo disponibile in centinaia di punti vendita, con l'obiettivo di coprire il 50% della propria rete entro la fine del 2026.
* IP e altri operatori: Anche IP e marchi indipendenti come Beyfin e Socogas hanno iniziato a mappare e convertire le proprie cisterne per offrire il diesel rinnovabile.
Come riconoscerlo alla pompa
Quando arrivi in stazione, non cercare la classica scritta "Diesel" nera. L'HVO è solitamente contrassegnato da:
* Etichetta XTL: È l'identificativo europeo per i gasoli paraffinici sintetici. Se vedi questo simbolo sulla pompa e sul tuo sportellino del serbatoio, puoi procedere tranquillo.
* Nomi commerciali: Cerca diciture come HVOlution, HVO100, o Bio-Diesel 100%.
* Prezzo competitivo: Spesso il prezzo dell'HVO è simile o addirittura leggermente inferiore al diesel premium tradizionale, rendendolo una scelta conveniente non solo per l'ambiente ma anche per il portafoglio.
In sintesi: un'auto pronta per un carburante che c'è già
Il nuovo motore 1.6 di Stellantis nasce dunque in un ecosistema favorevole. Chi acquisterà queste vetture nella seconda metà del 2026 non dovrà attendere la costruzione di nuove infrastrutture (come accade per le colonnine elettriche), ma potrà sfruttare da subito una rete di migliaia di distributori già attivi su tutto il territorio nazionale, da Milano a Palermo.
I costi alla pompa: conviene passare all'HVO? (Dati Marzo 2026)
L’aspetto più sorprendente dell'HVO non è solo ambientale, ma economico. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare per un carburante "green", il prezzo dell'HVO è oggi estremamente competitivo rispetto ai combustibili fossili tradizionali.
Attualmente, in Italia, il prezzo medio nazionale del Diesel tradizionale al self-service si attesta intorno a 1,694 € al litro. Al contrario, l'HVO (o HVOlution) viene erogato con un prezzo medio di circa 1,642 € al litro, risultando quindi più conveniente di circa 5-10 centesimi rispetto al gasolio standard.
Se poi confrontiamo l'HVO con i Diesel Premium (quelli additivati che costano mediamente 1,879 € al litro), il risparmio diventa ancora più netto, superando i 20 centesimi per litro. Questa convenienza è frutto delle recenti politiche fiscali che incentivano i biocarburanti prodotti da scarti, rendendo il nuovo motore 1.6 di Stellantis una scelta vincente non solo per il pianeta, ma anche per il portafoglio.
