E' morto Sergio Marchionne


Il leader di FCA si è spento nella clinica in cui era ricoverato a Zurigo. Enormi il vuoto e l’eredità che si lascia alle spalle.

Commenti

  1. Sentite condoglianze alla famiglia.
    E' innegabile, è stata una persona che ha lasciato il segno e se e parlerà anche tra 20 anni, de suo modo di gestire un'azienda.
    Probabilmente ha commesso qualche errore, ma senza dubbio, ha fatto parecchie cose molto buone.
    Chi non fa nulla, sicuramente non commette errori.

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  2. Questa notizia mi ha colpito profondamente, sono sempre i migliori che se ne vanno prima del tempo. Mi sarebbe piaciuto che avesse completato il suo incarico e fra qualche anno magari leggere un suo libro sui suoi anni in Fca. Dopo l'impegno profuso in aziende avrebbe meritato ampiamente il riposo, da passare con la sua famiglia e le persone a lui vicine, che immagino siano state trascurate in tutti questi anni causa impegni. Vedendolo non mi sembrava il tipo che si sarebbe goduto il denaro guadagnato negli anni.

    Marchionne ha dato tantissimo a FCA e sono convinto che la parte più importante non si vede o non é stata evidenziata in questi giorni: oltre ai numeri di bilancio od altro ha rivoluzionato l'azienda, il modo di pensare e di lavorare. Un po' di tempo fa ho letto un articolo sul wcm a Pomigliano dove si diceva che la stragrande maggioranza degli operai riconoscevano il miglioramento delle condizioni di lavoro e del metodo di lavoro, con l'introduzione del wcm, e che nessuno, pur comunque con delle difficoltà, rimpiangeva il passato.

    Non ho condiviso molte delle scelte di Marchionne, ma ho sempre riconosciuto le sue capacità ed i risultati raggiunti, e sempre tenuto conto che le mie opinioni venivano espresse da una persona non a conoscenza di tutto quello che c'é dietro alle decisioni.

    Marchionne mi mancherà, anche se non l'ho mai conosciuto.

    Ciao Sergio

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  3. In queste parole, si capisce quanto è stata dura gestire un'azienda così importante come FIAT, che aveva un piede e mezzo nella fossa.
    “In tutta sincerità non riesco a vedere un mio futuro dopo la Fiat. Non è la prima azienda che ho risanato, ma è senza dubbio quella che credo mi stia permettendo di esercitare tutte le mie capacità. Temo di non avere dentro di me l’energia per un altro ciclo di questa intensità”.

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