Produzione all'avanguardia anche in Brasile


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Il Polo Fiat Automotive a Betim, Minas Gerais, è in fase di ammodernamento e si sta muovendo verso l'industria 4.0. Questo ciclo di modernizzazione comprende i recenti investimenti nelle linee di produzione Fiat Mobi e l'inaugurazione dello stabilimento dei motori Firefly. Con gli investimenti destinati alla produzione di Fiat Argo, il processo di integrazione tra persone, macchine e sistemi si approfondisce.


Le nuove tecnologie per la scansione, la connettività e la virtualizzazione ottimizzano i processi produttivi. Ogni fase di produzione è stata valutata, passo dopo passo, in oltre 45 mila ore di simulazioni virtuali. Un altro punto è la tracciabilità. Attraverso una gestione integrata e in tempo reale, i dati dei componenti chiave vengono elaborati e memorizzati garantendo tutti i parametri di qualità.

Attualmente, circa 900 robot garantiscono la precisione, la ripetibilità e la qualità dei processi produttivi. Stampanti 3D, sistemi intelligenti e soluzioni per migliorare l'ergonomia dei lavoratori mettere l'impianto in linea con i migliori sistemi di produzione di tutto il mondo.

Il capitale umano è la chiave per questa evoluzione. L'investimento nel potenziamento dei dipendenti per sviluppare nuove competenze e capacità nel contesto dell'industria 4.0 è una realtà. Circa 1200 professionisti hanno partecipato a più di 15 mila ore di formazione.

Tutte queste innovazioni nel processo produttivo garantiscono al cliente Fiat un'auto con grande qualità, sicurezza e comfort.

Il Brasile, ma anche l'Argentina con la produzione della Fiat Cronos, si allineano agli standard degli stabilimenti Europei e Americani. 

Commenti

  1. I conti li sappiamo già ce li ha annunciati paolo b, ha detto che fanno schifo, FCA è sull'orlo del fallimento.

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    1. Mai detto questo, lo sai bene. Stiamo guadagnando, eccome! Ma a scapito degli investimenti su certi marchi, e sai bene quali. Dico che all’interno del gruppo FCA il marchio Fiat fa auto banali e che non rispondono alle domande del mercato (leggi suv e crossover) che se continua così è destinato a venire ridimensionato di molto. Non lo dico io ma il gran capo Marchionne. E se riesci a leggere fra le righe delle sue parole se Sergio parla così significa: per ora Fiat la rileghiamo sui mercati in cui è forte. Ma se non ci fa guadagnare la spegnamo poco a poco come Lancia, Dodge e Chrysler. Per questo serve un modello finalmente valido come un crossover-b. Purtroppo lui non ha molta pazienza. Ciò che mi preoccupa è Alfa. Per farla apprezzare dal mercato bisogna aspettare. Probabilmente Giulia e Stelvio non stanno raccogliendo i risultati sperati da Marchionne perché l’immagine del marchio è molto compromessa. E probabilmente bisognerà aspettare le nuove generazioni di questi modelli per vedere vendite soddisfacenti. E sperare che nel frattempo non si stufi come ha fatto per la Delta o per la Viaggio o per la Viper o per la Ottimo… la 200…. che sono morte senza eredi. Spero che questa visione ti chiarisca le idee

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  2. alzano il livello qualitativo produttivo in vista della globalizzazione modelli adatti anche per il mercato europeo??? ottima strategia!

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